La Casa Bianca contro la falsa indignazione: il caso del video su Obama e le scimmie

La Casa Bianca contro la falsa indignazione: il caso del video su Obama e le scimmie

La Casa Bianca contro la falsa indignazione: il caso del video su Obama e le scimmie

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Washington, 6 febbraio 2026 – La Casa Bianca è intervenuta ieri sera dopo che un video pubblicato da Donald Trump su Truth Social ha scatenato una bufera negli Stati Uniti. Nel filmato, diffuso lunedì pomeriggio, l’ex presidente Barack Obama e l’ex first lady Michelle Obama vengono mostrati come scimmie, in un montaggio che richiama alcune scene del film d’animazione “Il Re Leone”. L’episodio ha acceso un acceso dibattito politico e mediatico, con reazioni immediate da parte di esponenti democratici e associazioni per i diritti civili.

Casa Bianca: “È solo un meme, basta con l’indignazione finta”

Nel tardo pomeriggio di ieri, un portavoce della Casa Bianca ha diffuso una nota ufficiale rivolta ai principali media americani. “Si tratta di un video meme di internet che mostra Trump come il Re della Giungla e i democratici come personaggi del Re Leone”, si legge nel comunicato, diffuso anche a Newsweek. “Per favore, smettetela con questa finta indignazione e parlate di cose che contano davvero per gli americani”, aggiunge la nota.

L’amministrazione Biden ha scelto una posizione che alcuni definiscono “distaccata”. Altri osservatori notano come la Casa Bianca abbia evitato di entrare nel merito delle accuse di razzismo lanciate da diversi parlamentari democratici. Al momento, nessun commento diretto dal presidente in carica.

Politica in subbuglio: accuse di razzismo e richieste di chiarimenti

Il video, pubblicato intorno alle 14 ora di Washington sull’account ufficiale Truth Social di Donald Trump, ha fatto rapidamente il giro del web. Numerosi utenti e testate online lo hanno rilanciato. Tra i parlamentari, la deputata democratica Ayanna Pressley ha definito il contenuto “un attacco razzista inaccettabile” e chiesto una risposta più decisa dalle istituzioni.

“Non si può prendere alla leggera questa rappresentazione degli afroamericani”, ha detto Pressley in un’intervista alla CNN. “Serve una condanna chiara, senza se e senza ma”. Anche l’associazione NAACP ha diffuso un comunicato parlando di “retorica divisiva che alimenta l’odio”.

La campagna elettorale sotto pressione

L’episodio arriva in un momento caldo per la politica americana. La corsa alle elezioni presidenziali 2026 è ormai nel vivo, e i toni tra repubblicani e democratici si fanno sempre più aspri. Donald Trump, candidato repubblicano e già presidente dal 2017 al 2021, usa spesso i social per lanciare attacchi provocatori ai suoi avversari, con meme e video taglienti.

Secondo alcuni esperti, la pubblicazione di un contenuto così controverso potrebbe puntare a rafforzare la base elettorale più dura. “Trump conosce bene i social e come usarli per dividere l’opinione pubblica”, spiega il politologo David Axelrod. “Ma stavolta rischia di oltrepassare un limite”.

Social media sotto accusa, piattaforme chiamate a rispondere

Il video è stato diffuso su Truth Social, la piattaforma fondata da Trump dopo il ban da Twitter e Facebook, e ha raccolto in poche ore oltre 500mila visualizzazioni e migliaia di commenti. Tra questi, molti critici ma anche diversi sostenitori dell’ex presidente.

Le associazioni per i diritti digitali hanno chiesto a Truth Social di togliere il video. Finora la piattaforma non ha mosso un dito. Un portavoce ha detto a Politico che “la libertà di espressione rimane un valore fondamentale”.

Nessuna parola dagli Obama

Fino a questa mattina, né Barack ObamaMichelle Obama hanno commentato pubblicamente l’accaduto. Fonti vicine alla famiglia, riportate dal New York Times, dicono che l’ex presidente ha scelto di restare in silenzio per non alimentare ulteriori polemiche.

L’attenzione sul caso resta alta. Nei prossimi giorni sono attese nuove reazioni dal mondo politico e dalle associazioni civili. Nel frattempo, la Casa Bianca continua a chiedere ai media di “concentrarsi sulle vere priorità degli americani”.