Massimo Lovati a processo per diffamazione: accuse contro gli ex legali di Stasi scuotono Garlasco

Massimo Lovati a processo per diffamazione: accuse contro gli ex legali di Stasi scuotono Garlasco

Massimo Lovati a processo per diffamazione: accuse contro gli ex legali di Stasi scuotono Garlasco

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Milano, 6 febbraio 2026 – Massimo Lovati, avvocato milanese noto per aver difeso Andrea Sempio nel caso Garlasco, è stato chiamato a rispondere di diffamazione. La Procura di Milano lo ha mandato a processo con una citazione diretta, contestandogli alcune frasi pronunciate il 13 marzo 2025 durante una conferenza stampa. Parole che, secondo gli inquirenti, avrebbero danneggiato la reputazione dello studio legale Giarda, storico difensore di Alberto Stasi nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi.

Diffamazione e processo: cosa rischia Lovati

Gli inquirenti, coordinati dal pm Fabio De Pasquale, sostengono che Lovati abbia oltrepassato il limite della critica. Le sue parole avrebbero offeso l’onore e la reputazione degli avvocati Fabio ed Enrico Giarda, figli di Angelo Giarda, figura di spicco nel mondo legale. Il processo è stato fissato per il 26 maggio davanti alla terza sezione penale del Tribunale di Milano. I Giarda, indicati come “persone offese”, saranno difesi dall’avvocata Pia d’Andrea. A difendere Lovati sarà invece l’avvocato Fabrizio Gallo.

Le parole incriminate e il loro peso

Durante quella conferenza stampa, quando ancora rappresentava Sempio, Lovati aveva definito la prima inchiesta del 2017 contro il suo assistito come il frutto di una “macchinazione orchestrata dalla difesa dello studio Giarda”. Aveva anche parlato di una “manipolazione organizzata dagli investigatori dello Studio” in relazione al prelievo del Dna. Parole forti, che per la Procura non si limitano a una normale critica, ma vanno a colpire direttamente la professionalità dei colleghi.

La risposta degli avvocati Giarda

Interpellati nel pomeriggio, Fabio ed Enrico Giarda hanno evitato di entrare nei dettagli. “Ci affidiamo al lavoro della magistratura”, ha detto uno dei due, lasciando intendere che la vicenda sarà gestita nelle sedi appropriate. La famiglia Giarda, punto di riferimento nel foro milanese, aveva già respinto in passato ogni accusa di scorrettezza nel caso Stasi.

Chi è Massimo Lovati e il contesto delle sue dichiarazioni

Nato nel 1972, Lovati è un volto conosciuto negli ambienti giudiziari per aver seguito diversi casi di grande risonanza mediatica. Nel 2025 era ancora il legale di Andrea Sempio, coinvolto nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Le dichiarazioni contestate risalgono a una conferenza stampa convocata in uno studio legale nel centro di Milano, poco dopo le 11 del mattino, con giornalisti di testate nazionali e locali presenti in sala.

Il caso Garlasco e le tensioni che lo attraversano

Il processo per l’omicidio di Chiara Poggi ha tenuto banco nella cronaca italiana per oltre vent’anni. Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, è stato condannato in via definitiva nel 2015. Negli anni successivi sono emersi nuovi elementi e sono finiti sotto osservazione altri nomi, tra cui quello di Andrea Sempio. La difesa di Sempio ha sempre sostenuto l’innocenza del giovane, denunciando presunte irregolarità nelle indagini. In questo clima di forte tensione si inseriscono le parole di Lovati, ora al centro di un procedimento giudiziario.

Cosa succederà in tribunale

Il processo contro Lovati inizierà tra poco più di tre mesi. Fonti vicine alla difesa dicono che l’avvocato vuole dimostrare che le sue parole rientravano nel diritto di critica e nella tutela del suo assistito. Dall’altra parte, la Procura sostiene che si sia superato il limite consentito dalla legge. Sarà il giudice a decidere se si è trattato di una legittima difesa o di vera e propria diffamazione.

Quando la deontologia forense finisce sotto i riflettori

La vicenda riporta al centro del dibattito i rapporti tra avvocati e i limiti della dialettica in tribunale. Quel che si discuterà davanti al Tribunale di Milano non sono solo le parole di Lovati, ma anche il ruolo pubblico degli avvocati coinvolti in casi molto seguiti dai media. Un equilibrio delicato, che questa volta finirà sotto la lente della giustizia penale.