Milano, 6 febbraio 2026 – Ieri pomeriggio a Milano, un incontro riservato tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha messo al centro i dossier più caldi della politica internazionale, con un occhio particolare a quanto sta accadendo in Iran e Venezuela. L’appuntamento, avvenuto durante una serie di colloqui istituzionali, è stato confermato da una nota di Palazzo Chigi diffusa martedì sera.
Iran e Venezuela, il cuore del confronto
Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, Meloni e Vance hanno parlato a lungo delle tensioni che si sono acuite nelle ultime settimane in Medio Oriente e America Latina. In primo piano c’è la situazione in Iran, segnata dalle recenti proteste di piazza e dalle nuove sanzioni decise da Washington. “Abbiamo condiviso la preoccupazione per l’escalation e l’urgenza di tenere aperti i canali diplomatici”, ha spiegato una fonte vicina al governo italiano, che ha preferito restare anonima.
Sul tavolo anche il caso Venezuela, dove la crisi politica ed economica continua a mettere in allarme le cancellerie occidentali. “L’Italia segue con attenzione quello che succede a Caracas”, ha sottolineato Meloni durante l’incontro, riferiscono ambienti diplomatici. Vance ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a sostenere una transizione pacifica e a difendere i diritti umani nel Paese sudamericano.
Rapporti bilaterali e nuovi accordi
L’incontro tra la premier italiana e il vicepresidente americano arriva in un momento in cui i rapporti tra Roma e Washington si stanno facendo sempre più intensi, soprattutto di fronte alle grandi sfide globali legate alla sicurezza e all’energia. “Il dialogo con gli Stati Uniti resta un pilastro della nostra politica estera”, ha ricordato un consigliere di Palazzo Chigi, citando i recenti scambi tra le due capitali su temi come la stabilità nel Mediterraneo e la lotta al terrorismo.
Non solo crisi internazionali: Meloni e Vance hanno parlato anche di cooperazione economica e tecnologica tra Italia e Stati Uniti. Al centro dell’attenzione le opportunità legate alla transizione energetica e le possibili collaborazioni nel settore della difesa. “C’è una forte volontà di rafforzare i legami industriali”, ha detto una fonte del Ministero dello Sviluppo Economico, presente a Milano per altri incontri.
Reazioni e proteste
La visita di Vance a Milano – la prima da quando ha assunto la carica di vicepresidente – ha attirato l’attenzione degli osservatori politici italiani. Nel tardo pomeriggio, alcuni manifestanti si sono radunati vicino a Palazzo Marino per chiedere più attenzione ai diritti umani in Iran. “Non possiamo restare a guardare”, ha detto al megafono Sara Gatti, portavoce di una rete di associazioni milanesi. La polizia ha seguito la situazione senza segnalare problemi.
Sul fronte istituzionale, il Quirinale ha espresso apprezzamento per il clima “costruttivo” del confronto tra Italia e Stati Uniti. “Il dialogo transatlantico è più che mai necessario in questa fase”, ha dichiarato un portavoce della presidenza della Repubblica, sottolineando il ruolo dell’Italia come ponte tra Europa e America.
Cosa ci aspetta
Alla fine dell’incontro, Meloni e Vance hanno concordato sull’importanza di mantenere un coordinamento stretto sui principali dossier internazionali. Nei prossimi mesi sono previsti nuovi appuntamenti bilaterali, a Roma e a Washington. “Stiamo lavorando per dare una risposta comune alle sfide globali”, ha confidato Meloni ai suoi collaboratori prima di lasciare Milano.
La giornata si è chiusa senza dichiarazioni ufficiali alla stampa, ma fonti di governo hanno lasciato intendere che il confronto è stato “franco e produttivo”. Sarà nelle prossime settimane che si potranno vedere gli effetti concreti del vertice milanese sulle strategie italiane in Medio Oriente e America Latina. Nel frattempo, la diplomazia resta in movimento.
