Milano, 6 febbraio 2026 – Piazza Affari chiude la settimana con un bilancio a due facce: l’indice Ftse Mib ha messo a segno un timido rialzo dello 0,13%, chiudendo venerdì a 45.877 punti. La giornata è stata animata da scambi record che hanno superato i 5 miliardi di euro. Un segnale, secondo gli operatori, che mette in luce sia la volatilità del momento sia l’attenzione puntata su alcuni titoli chiave.
Prysmian e Buzzi spingono in alto il listino
A trainare il principale indice milanese sono state soprattutto Prysmian e Buzzi Unicem. Prysmian, leader mondiale nei cavi per energia e telecomunicazioni, ha chiuso con un bel +3,59%, a 47,12 euro. “Il mercato premia i nostri risultati trimestrali solidi”, ha detto un portavoce della società, ricordando come la domanda di infrastrutture resti forte anche in un periodo incerto a livello globale. Bene anche Buzzi, che ha guadagnato il 2,71% grazie a dati positivi sulle vendite di cemento in Europa e Nord America.
Stellantis affonda dopo l’annuncio sugli oneri
La nota dolente è arrivata da Stellantis, che ha perso il 25,17%. Il gruppo guidato da Carlos Tavares ha annunciato oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro legati alla revisione della strategia sull’auto elettrica. Una mossa che ha spiazzato molti: “Non ce l’aspettavamo così pesante”, ha detto un trader di una banca d’affari milanese. Le vendite si sono concentrate soprattutto nelle prime ore, con il titolo che è sceso fino a 13,45 euro poco dopo le 10.
Tim e l’intelligenza artificiale spingono il settore telecom
Tra i titoli più vivaci c’è Tim, salita del 3%. Il gruppo guidato da Pietro Labriola ha beneficiato di uno studio di Bloomberg Intelligence che prevede margini migliori per le grandi aziende europee del settore grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. “L’interesse per le applicazioni AI nelle reti di nuova generazione cresce”, ha spiegato un analista di Equita Sim. La notizia ha dato slancio anche ad altri big europei, con Deutsche Telekom e Orange in rialzo rispettivamente a Francoforte e Parigi.
Banche, un mix di luci e ombre
Nel comparto bancario spicca Bper, che ha chiuso con un +2,27% dopo i risultati trimestrali pubblicati giovedì sera. Gli investitori hanno premiato la solidità patrimoniale e la crescita degli impieghi. Bene anche Mediobanca (+2,18%), sostenuta dalle previsioni degli analisti: secondo Bloomberg, l’utile netto del secondo trimestre dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 milioni di euro. In calo invece Banco Bpm (-0,7%) e quasi stabile Mps (-0,07%), in una giornata senza particolari spunti.
Energia in rialzo: Eni e Terna volano
Nel settore energia si segnala il buon andamento di Eni, salita dell’1,99% dopo alcune indiscrezioni su nuovi progetti in Nord Africa. In crescita anche Terna, che ha raggiunto un nuovo massimo storico a 9,47 euro (+1,39%). “La domanda di infrastrutture elettriche resta alta”, ha commentato un gestore di fondi milanese. Tra le mid cap, invece, si è fatto notare il calo di Bff Bank (-4,02%), penalizzata da prese di beneficio dopo il rally recente.
Lusso e farmaceutici in rosso
Giornata difficile per alcuni titoli difensivi e del lusso: Recordati ha perso l’1,67%, mentre Diasorin è scesa dell’1,46%. Male anche Ferrari (-1,54%) e Moncler (-0,41%), frenate dalla debolezza dei mercati asiatici e da alcune prese di profitto dopo i recenti picchi.
Volumi alti, mercato in attesa
Gli operatori sottolineano un clima di prudenza. “Per essere venerdì, i volumi sono stati davvero alti”, ha confidato un broker alle 17:30 nella sala di Piazza Affari. Ora tutti guardano ai dati macroeconomici della prossima settimana e alle mosse della Banca Centrale Europea. Solo allora si capirà se il rimbalzo di oggi è l’inizio di una fase più tranquilla o solo una pausa in mezzo alla solita volatilità.
