Nuove sanzioni americane sul petrolio iraniano: cosa aspettarsi?

Nuove sanzioni americane sul petrolio iraniano: cosa aspettarsi?

Nuove sanzioni americane sul petrolio iraniano: cosa aspettarsi?

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Washington, 6 febbraio 2026 – Gli Stati Uniti hanno annunciato oggi un nuovo giro di sanzioni contro il petrolio iraniano e la cosiddetta “flotta ombra”. La notizia arriva proprio mentre a Mascate, in Oman, erano in corso delicati colloqui tra funzionari americani e rappresentanti della Repubblica islamica. Il Dipartimento di Stato, nelle prime ore del mattino (ora di Washington), ha reso noto di aver colpito 15 società, due persone fisiche e 14 navi ritenute coinvolte nel commercio illegale di greggio e prodotti petroliferi dall’Iran.

Sanzioni a sorpresa nel mezzo dei colloqui in Oman

L’annuncio è caduto in un momento cruciale. Mentre a Mascate si tentava di riaprire un dialogo complicato sul nucleare e sulla sicurezza regionale, da Washington è arrivata la stretta. “Il Dipartimento di Stato sanziona 15 entità, due individui e 14 navi della flotta ombra coinvolte nel commercio illecito di petrolio, prodotti petroliferi e petrolchimici iraniani”, si legge nella nota del portavoce Matthew Miller. Un messaggio secco, senza fronzoli.

Fonti diplomatiche americane raccontano che la decisione è frutto di settimane di controllo sui movimenti sospetti tra i porti del Golfo Persico, dell’Asia orientale e del Mediterraneo. Secondo Washington, la “flotta ombra” è un gruppo variegato di petroliere che battono bandiere di comodo e spesso tengono spenti o falsificano i sistemi di tracciamento. Così riescono a sfuggire alle restrizioni internazionali e a finanziare le attività del governo di Teheran.

Chi sono i bersagli delle sanzioni

Le nuove sanzioni colpiscono società registrate in vari Paesi – tra cui Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, India e Grecia – accusate di aver aiutato il trasporto e la vendita di milioni di barili di greggio iraniano. I nomi delle aziende e delle persone coinvolte non sono stati resi noti del tutto, ma fonti del Tesoro americano parlano di operatori già noti per precedenti violazioni.

Le 14 navi finite nella lista nera sono state scoperte grazie a un lavoro comune tra intelligence americana ed europea. Alcune di queste petroliere sono state viste negli ultimi mesi vicino ai porti di Bandar Abbas e Fujairah, spesso con carichi destinati a raffinerie asiatiche o a intermediari che operano fuori dai canali ufficiali.

L’obiettivo: tagliare i soldi del petrolio iraniano

Washington spiega che l’obiettivo è “limitare le entrate che l’Iran usa per finanziare attività destabilizzanti nella regione”, ha detto un funzionario del Tesoro. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel 2023 l’export illegale di petrolio ha fruttato a Teheran circa 30 miliardi di dollari, una cifra che preoccupa gli Stati Uniti e i loro partner europei.

La strategia americana punta a rendere sempre più rischioso e costoso il commercio parallelo di greggio iraniano. “Chiunque aiuti queste operazioni si espone a gravi conseguenze”, ha avvertito Miller. Le sanzioni prevedono il blocco dei beni negli Stati Uniti e il divieto di fare affari con soggetti americani. In passato, provvedimenti simili hanno portato al sequestro di petroliere e al congelamento di conti bancari in diverse giurisdizioni.

Reazioni a caldo e scenari futuri tra USA e Iran

A Teheran la risposta non ha tardato ad arrivare. Un portavoce del ministero degli Esteri ha definito le nuove misure “un atto ostile che blocca il dialogo”, aggiungendo che l’Iran continuerà a difendere i propri interessi economici. Nei corridoi della diplomazia si teme che questa mossa possa irrigidire ancora di più le posizioni, proprio mentre si cercava una timida ripresa delle trattative sul nucleare.

Gli esperti ricordano che la “flotta ombra” è da anni uno degli ostacoli più complicati nelle trattative tra Occidente e Iran. Solo nel 2022, dicono i dati della società Kpler, almeno 200 navi hanno partecipato a trasferimenti sospetti di greggio iraniano in acque internazionali. Un fenomeno difficile da fermare, anche per la complicità – spesso silenziosa – di altri operatori.

Il quadro internazionale e cosa aspettarsi

Questo nuovo pacchetto di sanzioni arriva in un momento già teso nel Golfo Persico e nel Mar Rosso. Gli attacchi alle navi commerciali e i rischi per la sicurezza energetica globale restano al centro delle preoccupazioni delle cancellerie occidentali. Da Bruxelles, un portavoce dell’Unione Europea ha espresso “preoccupazione per l’escalation”, invitando tutte le parti a non compiere passi che mettano a rischio la stabilità regionale.

Ora resta da vedere se la pressione economica riuscirà a ottenere risultati concreti o se, invece, allontanerà ancora di più una soluzione diplomatica alla crisi iraniana. Intanto, la “flotta ombra” continua a solcare i mari, sfidando sanzioni e radar.