Scandalo in polizia: licenziato l’agente di Temptation Island, ora il Tar del Lazio chiede la verità a Mediaset

Scandalo in polizia: licenziato l'agente di Temptation Island, ora il Tar del Lazio chiede la verità a Mediaset

Scandalo in polizia: licenziato l'agente di Temptation Island, ora il Tar del Lazio chiede la verità a Mediaset

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Roma, 6 febbraio 2026 – Il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha deciso il licenziamento di un agente che aveva preso parte senza permesso, insieme alla compagna, all’edizione estiva 2024 di Temptation Island, trasmessa su Canale 5. La vicenda è venuta alla luce quasi per caso e ora è finita davanti al Tar del Lazio, che ha chiesto chiarimenti anche a Mediaset.

Dalla tv al licenziamento: come è scoppiato il caso

Tutto è iniziato quasi per caso. Era una sera d’estate, fine agosto, quando alcuni dirigenti della Polizia di Stato hanno riconosciuto un collega – un assistente capo coordinatore – tra i protagonisti del reality. “Ci siamo accorti guardando la tv”, ha raccontato uno dei superiori, spiegando che il programma era seguito anche all’interno della Questura. Il 28 agosto 2024, la direzione ha inviato all’agente una diffida formale: niente più partecipazioni al programma.

Ma non è bastato. Pochi giorni dopo, l’agente è ricomparso in una puntata della stagione autunnale di Temptation Island. A quel punto, è scattata la procedura disciplinare. Il Consiglio di amministrazione del personale della Polizia ha deciso per la “decadenza dall’impiego” e il licenziamento è stato ufficializzato.

Il ricorso al Tar e la sospensione del provvedimento

L’agente non si è arreso e ha fatto ricorso al Tar del Lazio. I suoi legali sostengono che non ha violato la diffida: secondo loro, le immagini andate in onda in autunno erano state registrate durante l’estate, prima dell’avviso ufficiale. “Dopo la diffida non ha più partecipato”, hanno ribadito.

Nel gennaio scorso, il Tar ha disposto la sospensione temporanea del licenziamento e ha reintegrato l’agente in servizio, almeno fino alla decisione definitiva fissata per il 24 marzo. Nel frattempo, il poliziotto è tornato a lavorare regolarmente.

Il nodo delle registrazioni: il Tar cerca risposte da Mediaset

La questione chiave è capire quando sono state registrate le puntate andate in onda in autunno. Per fare luce, il Tar ha chiesto alla Polizia di Stato un rapporto dettagliato e ha invitato l’agente a presentare una dichiarazione giurata del responsabile del programma di Mediaset. Solo così si potrà stabilire se l’agente abbia davvero ignorato la diffida.

“Serve chiarezza sulle date delle registrazioni”, ha detto una fonte vicina al procedimento. Ora toccherà a Mediaset fornire una versione ufficiale sui tempi di produzione e messa in onda delle puntate incriminate.

Le versioni a confronto e l’attesa dei colleghi

I vertici della Polizia mantengono la loro posizione: l’agente avrebbe partecipato anche dopo la diffida. Una versione che la difesa contesta, sottolineando la buona fede del poliziotto e il fatto che le riprese fossero state fatte prima.

Nel frattempo, tra i colleghi si respira un clima di attesa. “Aspettiamo il verdetto del Tar”, ha detto un sindacalista della Polizia, “ma il caso sta facendo discutere anche chi segue Temptation Island solo per curiosità”.

Un caso che apre il dibattito su regole e limiti

Questa vicenda mette in luce questioni più ampie legate alla privacy, all’immagine pubblica e ai doveri degli agenti di polizia. La partecipazione a programmi tv da parte di chi è in servizio è un terreno delicato, dove le norme interne si scontrano con il mondo dei media.

Il 24 marzo sarà il giorno della verità: il Tar deciderà se confermare il licenziamento o meno. Nel frattempo, resta aperto il confronto tra istituzioni e spettacolo, con Mediaset chiamata a chiarire la propria posizione.