Roma, 6 febbraio 2026 – Nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha scoperto oltre 200 mila evasori totali in Italia. E presto arriveranno 2,4 milioni di lettere di compliance rivolte ai contribuenti. A darne notizia è stato Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia, nel corso del convegno Telefisco organizzato dal Sole 24 Ore. Carbone ha sottolineato che la maggior parte di queste lettere è un semplice promemoria, ma i numeri raccontano una realtà ben radicata e diffusa.
Lettere di compliance: il richiamo del fisco
Le lettere di compliance sono avvisi che l’Agenzia invia a chi presenta dati fiscali che potrebbero avere qualche discrepanza. «Quest’anno ne manderemo 2,4 milioni, per lo più promemoria», ha spiegato Carbone. Ha poi chiarito che non c’è nessun meccanismo automatico nei controlli: «Non usiamo intelligenza artificiale generativa. Passiamo in rassegna milioni di casi, ma solo pochi finiscono in verifiche vere».
Dai dati dell’Agenzia emerge che tra il 57 e il 60 per cento degli evasori totali nel 2025 non ha presentato la dichiarazione dei redditi. Gli altri, circa 86 mila persone, erano totalmente sconosciuti al fisco. Un numero importante, che conferma quanto sia difficile rintracciare chi lavora fuori dai radar.
AppIO cambia le regole della comunicazione
Nel 2025, e con ancora più decisione nel 2026, l’Agenzia delle Entrate ha spinto sull’acceleratore con AppIO, l’app ufficiale per le comunicazioni fiscali. Lanciata nel 2024, permette di inviare messaggi personalizzati direttamente sul cellulare dei cittadini. Secondo il Sole 24 Ore, oggi AppIO gestisce più di 30 tipi di notifiche; solo nel 2025 sono stati spediti oltre 20 milioni di messaggi.
Le notifiche push riguardano soprattutto le comunicazioni di irregolarità e le lettere di compliance inviate ai proprietari di case che hanno usufruito di incentivi per la ristrutturazione. L’obiettivo è chiaro: allargare il più possibile i casi in cui l’app segnala l’arrivo di comunicazioni fiscali, così da informare subito e accelerare le risposte.
Controlli mirati, niente automatismi
Durante il suo intervento a Telefisco, Carbone ha voluto mettere le cose in chiaro: «Non c’è nessun automatismo nei controlli», ha ribadito. «Ogni posizione viene esaminata a mano, e solo alcune portano a verifiche». Parole che arrivano dopo le polemiche sull’uso dell’intelligenza artificiale nei controlli fiscali. «Non usiamo AI generativa», ha confermato il direttore.
Il sistema si basa ancora su un esame umano. Solo dopo un’analisi approfondita arriva la lettera o la richiesta di chiarimenti. Se invece tutto è a posto, la pratica si chiude senza problemi.
Contribuenti all’erta, ma senza allarmismi
Ricevere una lettera di compliance può mettere in ansia, ma spesso si tratta solo di richieste di chiarimento o inviti a sistemare la posizione senza multe. «Vogliamo favorire la regolarizzazione spontanea», ha detto Carbone, «e ridurre le controversie».
Le associazioni dei commercialisti hanno apprezzato la scelta di puntare su strumenti digitali come AppIO, ma chiedono più chiarezza e tempi certi per rispondere. «Serve trasparenza», ha detto ieri un rappresentante dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma. «Molti clienti si sentono confusi davanti a queste notifiche».
Evasione fiscale: un nodo ancora da sciogliere
L’evasione fiscale resta uno dei problemi più seri per le casse dello Stato. Secondo le ultime stime del Ministero dell’Economia, ogni anno il fisco perde oltre 90 miliardi di euro. L’Agenzia delle Entrate cerca di ridurre questa voragine con controlli mirati e strumenti digitali sempre più moderni.
Il 2025 segna un punto di svolta: da una parte, la scoperta di oltre 200 mila evasori totali; dall’altra, l’avvio massiccio delle lettere di compliance e delle notifiche via AppIO. Un percorso che, nelle intenzioni, dovrebbe facilitare il dialogo tra fisco e cittadini, ma che ancora deve trovare la giusta misura per essere davvero chiaro ed efficace.
