Milano, 6 febbraio 2026 – Stellantis ha subito una giornata nera a Piazza Affari. Il titolo è crollato ai minimi storici, travolto dalle vendite dopo l’annuncio di una nuova strategia che porta con sé oneri di ristrutturazione per 22 miliardi di euro. Nel primo pomeriggio, il titolo ha perso quasi il 29%, toccando i 5,8 euro prima di essere sospeso per eccesso di ribasso. Un tonfo che ha coinvolto anche la Borsa di Amsterdam, dove Exor, la holding della famiglia Agnelli e principale azionista, ha ceduto il 5,3%, chiudendo a 66,7 euro.
Stellantis perde quasi 7 miliardi in poche ore
I dati raccolti sul mercato parlano chiaro: la capitalizzazione di Stellantis si è ridotta di quasi 6,8 miliardi di euro in poche ore. Una perdita che va oltre le stime sulle spese necessarie per il rilancio, fissate a 6,5 miliardi. Ora, il valore di mercato del gruppo si attesta intorno ai 16,8 miliardi. “Il mercato ha reagito duramente a un piano che è visto come molto costoso e rischioso”, spiega un analista di Mediobanca Securities, sottolineando come l’entità degli oneri abbia colto molti investitori alla sprovvista.
La strategia cambia e gli investitori scappano
La decisione, annunciata dal gruppo guidato da Carlos Tavares, arriva in un momento delicato per il settore auto europeo, stretto tra la spinta verso l’elettrico e la pressione sui margini di guadagno. Il consiglio d’amministrazione ha comunicato ieri sera un piano che prevede una revisione profonda delle attività produttive e commerciali nei mercati chiave. “È un passo necessario per mantenere la competitività sul medio termine”, ha detto una fonte interna. Ma sul mercato la risposta è stata immediata: volumi di vendita altissimi fin dall’apertura e sospensioni ripetute del titolo per ribassi troppo forti.
Effetto domino su Exor e il settore auto
La giornata difficile non ha risparmiato nemmeno Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la maggioranza di Stellantis. Ad Amsterdam, il titolo ha chiuso in calo del 5,3%, con scambi molto intensi nelle prime ore. “Il legame tra Exor e Stellantis è stretto, quindi una reazione simile era prevedibile”, commenta un gestore milanese. Nel frattempo, il comparto auto europeo ha visto vendite diffuse: Renault ha perso il 2% a Parigi, Volkswagen l’1,7% a Francoforte.
Il futuro di Stellantis resta incerto
Al termine della giornata, gli operatori si interrogano su cosa aspettarsi da Stellantis. “Il piano è ambizioso e ci vorrà tempo per vedere gli effetti concreti”, dice un analista di Equita SIM. Le prime previsioni indicano che il titolo potrebbe rimanere sotto pressione nei prossimi giorni, in attesa di dettagli più chiari sulla ristrutturazione e sulle possibili conseguenze occupazionali. Fonti vicine al gruppo hanno anticipato che nelle prossime settimane saranno svelati i dettagli operativi del piano.
La prova di fiducia per gli investitori
Quella di oggi è una vera e propria prova per la fiducia degli investitori nella strategia di Stellantis. Nato dalla fusione tra FCA e PSA nel 2021, il gruppo si trova ora a gestire una fase complicata, tra investimenti sull’innovazione e la necessità di tenere a bada i costi. “Il settore auto ha già affrontato scossoni simili in passato”, ricorda un trader storico di Piazza Affari. Ma la portata degli oneri annunciati – 22 miliardi – segna un punto di svolta nelle strategie industriali recenti.
Occhi puntati sulle prossime mosse
In attesa di nuovi annunci dal management, il titolo Stellantis resta sotto stretta osservazione. Sullo sfondo, le incognite legate alla transizione verso l’elettrico e le tensioni geopolitiche che pesano su tutto il comparto auto europeo. “Solo quando avremo più dettagli sul piano potremo capire se la reazione del mercato è stata esagerata o meno”, conclude un analista contattato nel tardo pomeriggio. Per ora, la giornata lascia dietro di sé numeri pesanti e una domanda che pesa su tutti: quale sarà il prossimo passo per Stellantis?
