Bolzano, 6 febbraio 2026 – Due scialpinisti sono morti e un terzo è ancora disperso dopo una valanga che si è abbattuta questo pomeriggio sopra Solda, in Alto Adige, vicino al rifugio Madriccio. È successo intorno alle 13.30, quando un gruppo impegnato in un’escursione su uno dei versanti più battuti della zona è stato travolto dalla massa di neve. I soccorsi sono ancora in corso: le squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) e della Guardia di finanza stanno lavorando senza sosta. Nel frattempo, la montagna resta sotto stretta osservazione per il rischio di altre slavine.
Valanga a Solda: due morti e un disperso
Dalle prime informazioni raccolte, la valanga si è staccata poco dopo mezzogiorno, travolgendo il gruppo di scialpinisti che risaliva verso il rifugio Madriccio, intorno ai 2.800 metri. “Abbiamo sentito un boato, poi solo neve e silenzio”, ha raccontato uno dei primi testimoni, un escursionista che si trovava poco lontano. Sul posto sono arrivati due elicotteri: il Pelikan 2 e un mezzo della Guardia di finanza, atterrati in una radura a valle del rifugio. I soccorritori hanno estratto subito due corpi senza vita e una terza persona, ancora cosciente, che è stata portata d’urgenza all’ospedale di Bolzano.
Ricerche ancora aperte: si teme per un quarto sciatore
Le ricerche non si sono mai fermate. Secondo le testimonianze raccolte, potrebbe esserci almeno un’altra persona sotto la neve. “Non possiamo escludere che una seconda valanga sia scesa proprio vicino”, ha spiegato uno dei responsabili del Cnsas di Solda, al lavoro con le squadre di Tubre, Trafoi e Prato allo Stelvio. Il meteo non aiuta: la visibilità è scarsa, il vento alza polveri di neve gelata che rendono difficile trovare i dispersi. I soccorritori usano sonde, cani da valanga e droni che sorvolano l’area alla ricerca di segnali.
Allerta valanghe alta dopo le recenti nevicate
Il pericolo di valanghe sull’Ortles è oggi classificato come “marcato”, livello tre su cinque secondo la scala ufficiale. Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni hanno reso instabili molti pendii sopra i 2.500 metri. “In alcune zone il rischio può arrivare fino al grado quattro, cioè ‘forte’”, ha spiegato un tecnico del servizio Meteomont della Provincia autonoma di Bolzano. Questa mattina diversi gruppi avevano già rinunciato a salire oltre il rifugio Madriccio proprio per le condizioni pericolose della neve. Ma il gruppo coinvolto ha deciso di proseguire sul classico percorso verso la cima.
Soccorritori in azione tra neve e vento gelido
Sul posto ci sono più di venti tecnici del soccorso alpino, con squadre cinofile e personale sanitario. Le operazioni sono difficili: la temperatura è scesa sotto i -10 gradi e il vento soffia a raffiche. “Stiamo facendo tutto il possibile per trovare il disperso”, ha detto uno dei coordinatori della Guardia di finanza. I volontari si alternano per non correre rischi inutili. L’area è stata isolata e gli accessi chiusi per motivi di sicurezza.
Montagna sotto choc: “Serve più prudenza”
La notizia della valanga ha fatto rapidamente il giro tra gli appassionati di montagna dell’Alto Adige. Sui social e nei rifugi si moltiplicano messaggi di cordoglio e richieste di informazioni. “Bisogna sempre leggere i bollettini e non sottovalutare mai il rischio”, ha detto al telefono un gestore del rifugio Madriccio nel tardo pomeriggio. Le autorità lanciano un appello alla prudenza: “Le condizioni restano instabili – ha ricordato il servizio Meteomont – meglio evitare escursioni fuori pista nei prossimi giorni”.
Le ricerche continueranno nelle prossime ore, con la speranza di ritrovare ancora vivo il disperso sotto la neve dell’Ortles.
