Trump pubblica un video controverso con gli Obama raffigurati come scimmie

Trump pubblica un video controverso con gli Obama raffigurati come scimmie

Trump pubblica un video controverso con gli Obama raffigurati come scimmie

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Washington, 6 febbraio 2026 – Nelle ultime ore, Donald Trump ha rilanciato sulla sua piattaforma Truth Social un video controverso che ritrae l’ex presidente Barack Obama e sua moglie Michelle come scimmie. Il filmato, lungo circa un minuto, ha subito provocato l’indignazione di molti esponenti democratici, riaccendendo il dibattito sulla qualità della comunicazione politica negli Stati Uniti.

Scimmie e accuse infondate: il video che fa discutere

Il video, creato con tecniche di intelligenza artificiale, mostra due gorilla con i volti digitalmente sovrapposti di Barack e Michelle Obama, accompagnati dalla canzone “The Lion Sleeps Tonight”. Nel corso del filmato vengono rilanciate le accuse, ormai smentite, secondo cui la società Dominion Voting Systems avrebbe manipolato i risultati delle elezioni presidenziali del 2020, favorendo Joe Biden a discapito di Trump. Venerdì mattina il post aveva già raccolto migliaia di “like” sulla piattaforma, segno che il contenuto ha rapidamente raggiunto e coinvolto i sostenitori dell’ex presidente.

Reazioni immediate e condanne bipartisan

La pubblicazione ha scatenato la reazione immediata di Gavin Newsom, governatore della California e figura di primo piano tra i democratici. Il suo ufficio stampa ha definito il gesto “un comportamento disgustoso da parte del presidente”. Su X (ex Twitter), Newsom ha scritto: “Ogni singolo repubblicano deve denunciarlo. Ora”. Una presa di posizione dura, che riflette il clima già teso nel panorama politico a meno di un anno dalle elezioni.

Anche Ben Rhodes, ex consigliere per la sicurezza nazionale durante l’amministrazione Obama e stretto collaboratore dell’ex presidente, ha condannato senza mezzi termini il video diffuso da Trump. “Non è solo una provocazione – ha detto Rhodes – ma un attacco diretto alla dignità personale e politica degli Obama”.

L’intelligenza artificiale nella propaganda: un allarme acceso

L’episodio riporta sotto i riflettori il tema dell’uso dell’intelligenza artificiale per creare e diffondere contenuti politici. Negli ultimi mesi, si è assistito a un aumento dei cosiddetti “deepfake”, video manipolati per cambiare l’immagine pubblica di personaggi noti. Qui, l’uso di immagini offensive e stereotipi razzisti solleva nuovi dubbi sulla regolamentazione dei social e sulla responsabilità dei leader politici.

Le prime analisi evidenziano che il video di Trump non solo ripropone teorie già smentite sulle elezioni del 2020, ma sfrutta tecnologie avanzate per amplificare il messaggio. “Ci troviamo davanti a una nuova frontiera della disinformazione”, commenta un esperto di comunicazione politica della Georgetown University, sottolineando come la velocità con cui questi contenuti si diffondono e la difficoltà nel distinguere il vero dal falso rappresentino una sfida crescente per le democrazie occidentali.

Silenzio nel Partito Repubblicano e sguardo al 2028

Al momento, i principali esponenti del Partito Repubblicano non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. Alcuni osservatori vedono in questo silenzio il segno delle tensioni interne, divise tra chi resta fedele a Trump e chi invece sente il bisogno di prendere le distanze da episodi che potrebbero danneggiare l’immagine del partito in vista delle prossime elezioni.

Intanto, il nome di Gavin Newsom torna spesso accostato a una possibile candidatura democratica per il 2028. La sua reazione rapida e decisa al caso del video viene interpretata da molti come un tentativo di mostrarsi come una figura autorevole, pronta a guidare la risposta democratica alle provocazioni di Trump.

Una politica sempre più divisa e fragile

Questo episodio conferma quanto sia profonda la polarizzazione nella politica americana. La diffusione di contenuti offensivi e l’assenza di una condanna unanime rischiano di dividere ancora di più gli elettori. In attesa di eventuali prese di posizione dal fronte repubblicano, resta alta l’attenzione su come i leader scelgano di parlare ai propri sostenitori – e sulle conseguenze che queste scelte possono avere sulla tenuta della democrazia negli Stati Uniti.