Italia e Kenya: un nuovo capitolo di cooperazione nella ricerca scientifica

Italia e Kenya: un nuovo capitolo di cooperazione nella ricerca scientifica

Italia e Kenya: un nuovo capitolo di cooperazione nella ricerca scientifica

Matteo Rigamonti

Febbraio 7, 2026

Nairobi, 7 febbraio 2026 – Italia e Kenya uniti per la scienza e la ricerca. È questo il nodo centrale della missione del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che da sabato 7 a lunedì 9 febbraio si trova tra Nairobi e Malindi. Un viaggio mirato a rinsaldare i legami tra i due Paesi, con particolare attenzione a formazione, ricerca spaziale, medicina digitale ed energia verde.

Italia e Kenya: un’intesa che guarda avanti

La visita di Bernini — la prima di un ministro italiano dell’Università e della Ricerca in Kenya — arriva a pochi giorni dal vertice Italia-Africa di Addis Abeba. Segna anche l’inizio dell’anno del cinquantesimo anniversario delle relazioni tra Kenya e Unione europea. Il programma del ministro è intenso: incontri istituzionali e la firma di un memorandum d’intesa con il collega keniota Julius Migos Ogamba, ministro dell’Istruzione. L’obiettivo? “Creare legami solidi tra le nostre università e spingere insieme sulla crescita”, ha detto Bernini prima di partire.

Strength: formazione e tecnologia al centro

Al cuore della collaborazione c’è il progetto Strength, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con 250mila euro e guidato dalla Sapienza di Roma insieme all’Università di Nairobi. Il progetto punta a potenziare le capacità delle università e delle istituzioni in Kenya nella gestione della ricerca scientifica e nel trasferimento tecnologico. Sono in programma corsi di formazione avanzata, scambi per docenti, ricercatori e studenti, oltre a una stretta collaborazione sulle infrastrutture di ricerca.

Un ruolo chiave lo gioca il centro spaziale “Luigi Broglio” di Malindi, la base italiana dell’Agenzia Spaziale Italiana all’estero. “Il Broglio è un esempio concreto di cooperazione internazionale”, spiega un funzionario del Mur. Negli ultimi anni qui sono partiti progetti congiunti su osservazione della Terra e tecnologie satellitari.

Med-Or Foundation apre a Nairobi

Nel corso della visita sarà inaugurata anche la sede di Med-Or Italian Foundation for Africa a Nairobi, la prima fuori dall’Italia per la fondazione guidata da Marco Minniti. La scelta di Nairobi non è casuale: “È un punto di riferimento per l’innovazione in Africa”, ha detto Minniti in una nota diffusa ieri. La fondazione punta a sostenere progetti di formazione e ricerca, con un occhio di riguardo per i giovani talenti africani.

Intelligenza artificiale per uno sviluppo sostenibile

Non solo scienza tradizionale. Il programma di Bernini include anche la partecipazione al Nairobi AI Forum, evento promosso nell’ambito dell’AI Hub for Sustainable Development. Questa iniziativa, legata alla presidenza italiana del G7, mette al centro il ruolo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo sostenibile e nel potenziamento delle infrastrutture digitali in Africa. “L’Africa può giocare un ruolo da protagonista nella rivoluzione digitale”, ha detto Bernini incontrando studenti universitari locali.

Secondo fonti del Mur, il forum è un’opportunità per far partire nuove collaborazioni tra centri di ricerca italiani e africani, con l’obiettivo di trovare soluzioni innovative in sanità, agricoltura ed energia.

Un ponte solido tra continenti

Questa missione si inserisce in un quadro più ampio di rapporti tra Italia e Kenya, che negli ultimi anni hanno visto crescere scambi accademici e progetti comuni. “Solo investendo nella conoscenza possiamo affrontare le sfide globali”, ha sottolineato Bernini durante una visita al campus di Nairobi. Restano però alcune incognite: mantenere i finanziamenti e coinvolgere davvero le comunità locali saranno fondamentali per il successo di queste iniziative.

Nel frattempo, la presenza italiana in Kenya si rafforza proprio grazie a queste nuove intese. Un segnale chiaro — spiegano fonti diplomatiche — della volontà di costruire una partnership duratura basata su scienza, innovazione e formazione.