Milano, 7 febbraio 2026 – Anna Praderio, volto noto del giornalismo televisivo e storica cronista cinematografica del Tg5, esordisce in libreria il prossimo 13 febbraio con “Memory Girl” (Gallucci Editore, 256 pagine, 16,50 euro). Un romanzo che unisce la passione per il cinema a temi attuali come la violenza contro le donne, portando il lettore dentro la vita di Clarice, una giovane con un dono fuori dal comune.
Cinema, guida e rifugio di una vita in bilico
La storia pulsa al ritmo del grande schermo. Clarice, 25 anni, giornalista alle prime armi e spirito irrequieto, si muove tra le vie di Milano con la stessa energia che Anna Praderio ha mostrato per anni sui red carpet di Cannes, Venezia e agli Oscar. La protagonista, che si definisce “una romantica perdente”, vede il cinema come una bussola per orientarsi tra le difficoltà della vita. “Per me i film sono come ricordi che non ho mai vissuto”, confida a un’amica nelle prime pagine. Ma quando tutto sembra andare a pezzi – un amore finito male, il peso del lavoro, la solitudine che si fa strada – qualcosa dentro di lei cambia.
Un potere che nasce dal dolore
Durante la Mostra del Cinema di Venezia, tra una diva hollywoodiana in cerca di aiuto e una canzone di Amy Winehouse che le gira in testa, Clarice scopre di avere un’abilità speciale: riesce a vedere i ricordi delle persone, come se scorressero su uno schermo. Un potere che, spiega la stessa Praderio, nasce dal dolore. “Ho voluto mostrare come la sofferenza possa trasformarsi in forza”, ha detto l’autrice in una recente intervista. Il dono di Clarice non è solo un espediente: diventa uno strumento per affrontare traumi, scoprire verità nascoste e accendere nuove speranze.
Amicizia, impegno e una Milano che sembra un film
Clarice non è sola in questo viaggio. Al suo fianco ci sono Luna, avvocata che lotta per i diritti delle donne, e Michele, pediatra impegnato nel volontariato. Due persone che incarnano l’impegno concreto e la solidarietà. Sono loro a spingerla a usare il suo potere per aiutare chi soffre: una donna vittima di molestie, un immigrato maltrattato, una comunità a rischio di perdere il proprio punto d’incontro. In questa Milano romantica e un po’ cinematografica – fatta di tram che sferragliano all’alba e bar pieni di storie – prende vita la vera avventura di Memory Girl.
Tra finzione e vita vera
Il confine tra la storia inventata e l’esperienza personale è sottile. Anna Praderio lo ammette senza giri di parole: “C’è molto di me in Clarice, soprattutto nella sua frenesia sul lavoro e nell’empatia”. Il romanzo oscilla tra commedia romantica, racconto di formazione e fantasy leggero. Ma il filo che tiene insieme tutto è l’empowerment femminile, raccontato senza retorica e con un occhio ironico alle relazioni amorose. “Sono una romantica perdente”, dice Clarice dopo l’ennesima delusione con Marco, l’ex che torna a farsi vivo proprio quando lei sembra aver ritrovato un equilibrio.
Un esordio che parla chiaro al presente
“Memory Girl” arriva in un momento in cui il tema della violenza di genere è più acceso che mai. Praderio sceglie di affrontarlo con una storia che mescola leggerezza e profondità, senza rinunciare a citazioni cinefile e a un’ironia disarmante. “Volevo scrivere qualcosa che facesse riflettere ma anche sorridere”, ha raccontato durante la presentazione milanese del libro, in programma il 14 febbraio alla Libreria Verso di Corso di Porta Ticinese.
Il risultato è un romanzo che parla soprattutto alle giovani donne – ma non solo – offrendo uno sguardo nuovo sul potere dei ricordi e sulla forza della solidarietà. E mentre Clarice impara a usare il suo dono per cambiare la vita degli altri, il lettore si ritrova a fare i conti con le proprie memorie. Quelle che, a volte, vorremmo solo cancellare.
