Milano, 7 febbraio 2026 – Le Borse europee hanno aperto la seduta in rosso, con gli investitori che mantengono una certa prudenza davanti ai dubbi sulla tenuta degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Nelle prime ore, l’atmosfera resta tesa: Milano e Parigi perdono lo 0,6%, mentre Londra scende dello 0,3% e Francoforte dello 0,15%. Un quadro che riflette le preoccupazioni diffuse sui mercati globali.
Auto e moda trascinano giù i mercati
A pesare sugli indici sono stati soprattutto i titoli del settore auto e della moda. L’automotive ha lasciato sul terreno il 3,3%, con il tonfo di Stellantis che perde il 21,8% dopo i risultati trimestrali, un crollo che ha spiazzato molti analisti e scatenato una valanga di vendite. “La reazione è stata immediata”, racconta un trader di Piazza Affari poco dopo le 10.30, “e ha coinvolto anche altri nomi del settore”.
Anche la moda non è stata da meno, cedendo l’1,8%. A soffrire è stata soprattutto Kering, in calo del 5%, colpita da un report di Morgan Stanley che ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita fino al 2028. Nella stessa scia, vendite pesanti su Cucinelli (-3,1%), Ferrari (-3%) e Moncler (-2,7%).
Tecnologia e pagamenti digitali in difficoltà
Il settore del software ha perso il 2%, frenato dalle incertezze sull’intelligenza artificiale e sulle possibili conseguenze per i modelli di business tradizionali. Anche i titoli legati ai pagamenti digitali non sono riusciti a invertire la rotta: Stm ha lasciato il 2,6%, mentre Nexi ha chiuso in calo del 2,3%. “Il mercato sta rivedendo le sue aspettative”, spiega un analista di una grande banca d’affari europea, “e molti investitori preferiscono aspettare”.
Banche e utilities fanno da contrappeso
In questo quadro, ci sono però segnali positivi dal settore bancario. A Piazza Affari brillano Fineco (+2,8%), grazie ai risultati trimestrali, e Unipol (+2,8%), che beneficia di una cedola più alta del previsto da parte di Bper (+2,3%). Bene anche Popolare di Sondrio (+1,6%) e Unicredit (+1,2%). Tra le utilities, si distingue il rialzo di A2A (+1,3%), mentre nel comparto energetico Eni guadagna l’1% spinta dal prezzo del petrolio.
Wall Street debole, bitcoin si riprende
Oltreoceano i future su New York viaggiano in rosso. La Borsa americana ha infatti chiuso i peggiori tre giorni dal Liberation Day dello scorso aprile, un segnale che tiene alta la tensione anche sui mercati europei.
Sul fronte delle criptovalute, invece, il bitcoin ha recuperato terreno, risalendo a 65 mila dollari (+3,1%) e mostrando una certa tenuta rispetto alla volatilità degli altri asset. Diversa la sorte dei metalli preziosi: l’oro ha perso lo 0,7%, scendendo a 1.843 dollari l’oncia, mentre l’argento ha subito un calo del 6,2%, a 73,79 dollari.
Titoli di Stato stabili, spread invariato
Sul mercato obbligazionario, i prezzi dei titoli di Stato hanno registrato un lieve aumento, con il rendimento del decennale italiano che scende di un punto base al 3,45%. Lo spread con il Bund tedesco resta fermo a 63 punti base, confermando la tenuta del debito pubblico italiano in una fase di forte volatilità sui mercati azionari.
Gli operatori mantengono un atteggiamento prudente. “Il clima è ancora incerto”, confida un gestore milanese poco dopo mezzogiorno. “Tutto dipenderà dalle prossime mosse delle banche centrali e dall’evoluzione della situazione geopolitica”. Per ora, la parola d’ordine è prudenza.
