Roma, 7 febbraio 2026 – Francesco Calogero, fisico conosciuto per il suo impegno nel disarmo nucleare e per una carriera accademica che ha attraversato più di cinquant’anni, è stato ricordato oggi all’Università Sapienza di Roma. In una cerimonia che ha raccolto colleghi, studenti e amici, la comunità scientifica si è stretta attorno alla sua figura a pochi giorni dalla sua scomparsa, avvenuta il 30 gennaio, all’età di 90 anni. Un uomo che ha lasciato un segno profondo nella fisica italiana e non solo.
Calogero, il maestro che ha lasciato il segno
Durante la commemorazione, il premio Nobel Giorgio Parisi ha voluto mettere in luce sia il lato umano che quello scientifico di Calogero. “Sono stato suo studente, collega e amico”, ha raccontato Parisi davanti a una platea di docenti, ricercatori e giovani laureandi. Il suo racconto era quello di chi ha avuto vicino una presenza familiare, quasi di tutti i giorni, nei corridoi della Sapienza. “Francesco Calogero è stato un punto di riferimento per tutti noi: non solo per i suoi molti contributi alla fisica, ma anche per l’attenzione che ha sempre avuto verso temi più ampi come la pace”, ha ricordato Parisi, sottolineando il ruolo chiave di Calogero nel mettere in relazione scienza e responsabilità civile.
Dalla Sapienza alla scena internazionale
Nato a Fiesole il 6 febbraio 1935, Calogero si era laureato in fisica proprio alla Sapienza nel 1958. Nel 1976 aveva ottenuto la cattedra di Fisica teorica, ruolo che ha mantenuto per decenni, formando intere generazioni di studenti. Ma la sua vita non si è limitata all’insegnamento e alla ricerca. Dal 1989 al 1997 ha guidato come segretario generale il movimento Pugwash, un’organizzazione internazionale impegnata nel disarmo nucleare. Poi ne ha presieduto il Consiglio fino al 2002.
Parisi ha ricordato un episodio significativo: Calogero fu chiamato a ritirare il Premio Nobel per la Pace nel 1995, assegnato proprio al movimento Pugwash. Un riconoscimento che, secondo Parisi, “dimostrava la stima internazionale verso di lui e l’importanza del lavoro del gruppo”. In quegli anni Calogero organizzò convegni e incontri anche presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, pur non essendone membro. “Lo accolsero come un punto di riferimento”, ha spiegato Parisi.
Una lotta per la pace fuori dai laboratori
L’impegno di Calogero non si è fermato alle aule universitarie. Nel 1981, insieme a Parisi, aveva lavorato per una petizione che chiedeva il ritiro degli euromissili dall’Italia, in un periodo in cui la tensione internazionale sembrava destinata a esplodere. “Il lavoro di Pugwash è stato fondamentale per preparare il terreno a molti trattati che hanno limitato test e armamenti nucleari”, ha ricordato Parisi.
Chi lo ha conosciuto parla di Calogero come di un uomo dalla “profonda onestà intellettuale” e capace di affrontare argomenti complessi con chiarezza e rigore. “La sua forza stava nel parlare in modo diretto, senza giri di parole”, ha aggiunto Parisi, lasciando trasparire un rispetto che andava ben oltre la scienza.
L’eredità di uno scienziato e di un uomo
Sul fronte della ricerca, Calogero si è dedicato soprattutto alla meccanica quantistica, contribuendo a modelli matematici ancora oggi fondamentali. “Non ho lavorato direttamente con lui, ma ho seguito da vicino i suoi studi”, ha detto Parisi, riconoscendo quanto il collega abbia influenzato anche il suo lavoro.
Nel finale della cerimonia, molti hanno voluto ricordare che l’eredità di Calogero non si misura solo in pubblicazioni o teorie, ma soprattutto nell’esempio personale che ha lasciato. “Penso che Francesco fosse davvero appassionato di quello che faceva. E questa – ha concluso Parisi – è una delle qualità più preziose che una persona possa avere”. Un messaggio raccolto dai giovani presenti, alcuni dei quali hanno deposto biglietti e rose sul banco dove Calogero amava sedersi durante i seminari.
Così Roma saluta uno dei suoi maestri più rigorosi e discreti, mentre la comunità scientifica internazionale rinnova il riconoscimento per il suo contributo, sia nella fisica sia nella costruzione di un dialogo per la pace.
