Spread Btp-Bund: un’apertura in lieve rialzo a 63 punti base, cosa significa per l’economia?

Spread Btp-Bund: un'apertura in lieve rialzo a 63 punti base, cosa significa per l'economia?

Spread Btp-Bund: un'apertura in lieve rialzo a 63 punti base, cosa significa per l'economia?

Giada Liguori

Febbraio 7, 2026

Milano, 7 febbraio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha cominciato la giornata con un piccolo aumento, fermandosi a 63 punti base, poco più di un punto rispetto a ieri. Il dato arriva dopo la riunione della Banca Centrale Europea, che ha lasciato i tassi invariati, lasciando i mercati in attesa di capire quali saranno i prossimi passi della politica monetaria.

Spread Btp-Bund: un lieve rialzo dopo la decisione della Bce

Questa mattina, a Piazza Affari, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi è salito appena sopra i 62 punti base registrati ieri, segnando un incremento contenuto. A spiegare il movimento, alcuni operatori finanziari interpellati in via Filodrammatici sottolineano una fase di prudenza dopo la scelta della Bce di non cambiare i tassi. “Il mercato si aspettava questa conferma, ora però guarda ai prossimi dati economici”, spiega un trader di una banca d’investimento milanese.

Rendimento dei Btp decennali in lieve flessione

Sul fronte dei rendimenti, quelli dei Btp a dieci anni sono scesi di un punto base, arrivando al 3,45%. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, questo indica una certa stabilità nel mercato obbligazionario italiano. “La reazione è stata contenuta – racconta una fonte interna all’istituto – perché la decisione della Bce era già prevista. Solo dati sull’inflazione o sulla crescita diversi dal previsto potrebbero cambiare le cose”.

Mercati in attesa: nessuna novità dalla Bce

Ieri la riunione della Banca Centrale Europea si è chiusa senza variazioni sui tassi, lasciando gli investitori in una posizione di attesa. Christine Lagarde, presidente della Bce, ha ribadito che ogni nuova decisione dipenderà dai dati economici che arriveranno nelle prossime settimane. “Non ci sono segnali di tagli imminenti”, ha detto durante la conferenza stampa delle 14:30, smorzando le speranze di chi puntava a un allentamento già nella prima metà dell’anno.

Prudenza sui mercati: reazioni e prospettive

Sui desk delle principali banche d’affari milanesi si respira cautela. “Lo spread resta basso rispetto agli ultimi anni”, osserva un gestore obbligazionario di Mediobanca, “ma il mercato resta attento a ogni segnale che arriva da Francoforte o da Roma”. La soglia dei 63 punti base è vista dagli analisti come fisiologica in questa fase, soprattutto dopo le recenti aste del Tesoro, che hanno registrato una buona domanda per i titoli italiani.

Europa e Italia: stabilità e fattori di rischio

Nel resto dell’Eurozona i rendimenti dei titoli di Stato hanno avuto poco movimento. Il Bund tedesco a dieci anni si mantiene intorno al 2,82%, mentre i Bonos spagnoli si attestano intorno al 3,10%. Gli operatori notano come la stabilità dello spread rifletta una minore percezione del rischio Italia rispetto al passato. Restano però sotto osservazione il debito pubblico e le prospettive di crescita per il 2026.

Cosa guardare nelle prossime settimane

Nei prossimi giorni, gli occhi degli investitori saranno puntati sui dati sull’inflazione nell’area euro e sulle nuove aste del Tesoro italiano. “La vera prova arriverà in primavera”, confida un analista romano specializzato in debito sovrano. Solo allora, con i dati aggiornati su crescita e prezzi, si capirà se la Bce potrà pensare a un cambio di rotta sui tassi o se la prudenza continuerà a prevalere.

Per ora, il quadro è chiaro: spread Btp-Bund stabile e rendimenti italiani in leggero calo. Un equilibrio che racconta sia l’attesa per le mosse della banca centrale, sia una fiducia cauta nella tenuta dei conti pubblici italiani.