Torino, 7 febbraio 2026 – Stellantis ha annunciato oggi dalla sua sede di Torino che nel 2025 dovrà affrontare oneri straordinari per circa 22,2 miliardi di euro. Una cifra che il gruppo guidato da Carlos Tavares definisce il prezzo da pagare per il passaggio all’elettrico, con la cancellazione di modelli e programmi considerati ormai poco redditizi. La comunicazione arriva a pochi giorni dalla chiusura dell’anno fiscale, in un momento in cui l’industria dell’auto in Europa sta vivendo una trasformazione tecnologica complicata e, a tratti, dolorosa.
Stellantis cambia rotta: tagli e strategie per l’elettrico
La decisione di Stellantis – nata dalla fusione tra FCA e PSA – di puntare forte sull’elettrificazione porta con sé, spiega l’azienda, “una profonda revisione del portafoglio prodotti”. In soldoni, significa che diversi modelli e piattaforme sono stati messi da parte perché non rispondono più alle esigenze del mercato o non garantiscono margini accettabili. “L’obiettivo – si legge nella nota ufficiale – è incontrare le preferenze dei clienti e sostenere una crescita redditizia”. Tradotto: meno modelli in vendita e più investimenti sulle tecnologie chiave.
Fonti interne confermano che la riorganizzazione riguarderà soprattutto gli stabilimenti europei, con possibili ripercussioni anche sull’indotto. Al momento non ci sono dettagli su eventuali esuberi o piani di ristrutturazione. Ma nei corridoi di Mirafiori e Pomigliano l’attesa è palpabile. “Siamo in una fase delicata – confida un sindacalista della Fiom torinese – e i lavoratori vogliono capire cosa succederà nei prossimi mesi”.
Bilancio in chiaroscuro: ricavi su, ma perdita record
Nonostante il peso degli oneri straordinari, i dati preliminari del secondo semestre 2025 mostrano un quadro misto. Da un lato, i ricavi netti sono stimati tra 78 e 80 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Dall’altro, la perdita netta prevista si aggira tra 19 e 21 miliardi, un buco che sarà coperto proprio dagli accantonamenti annunciati oggi.
Il risultato operativo rettificato – cioè senza considerare le voci eccezionali – resta in rosso, tra -1,2 e -1,5 miliardi. Anche il free cash flow industriale è negativo, tra 2,3 e 2,5 miliardi. Numeri che raccontano la portata della trasformazione in corso. “Stiamo investendo per il futuro – ha detto un portavoce del gruppo – ma serve fare scelte dure”.
Niente dividendi nel 2025: priorità agli investimenti
A causa della perdita netta del 2025, Stellantis ha deciso di non distribuire dividendi agli azionisti. Una mossa che non sorprende gli analisti. “Era prevedibile – commenta Marco Ferraro di Equita Sim – viste le dimensioni degli oneri e la necessità di mantenere liquidità per la transizione all’elettrico”.
Il gruppo ha ribadito l’intenzione di mantenere una posizione finanziaria solida, puntando su efficienza e innovazione. “La priorità – ha sottolineato Tavares in una recente intervista – è restare competitivi nel lungo periodo”. Un messaggio chiaro sia per i mercati sia per i dipendenti.
Mercato in tensione: quotazioni in calo e attese per il futuro
L’annuncio degli oneri straordinari e la mancata distribuzione dei dividendi hanno subito avuto effetti sul titolo in Borsa. A Piazza Affari, Stellantis ha aperto in calo del 3%, per poi recuperare leggermente nel corso della mattinata. Gli operatori restano cauti. “Il settore è sotto pressione – osserva un trader milanese davanti ai monitor di via Tommaso Grossi alle 10.30 – ma chi saprà resistere con una strategia a lungo termine potrebbe uscirne vincitore”.
Sul fronte industriale, l’attenzione è alta sulle prossime mosse del gruppo. Nei mesi a venire sono attese nuove comunicazioni su modelli elettrici e possibili accordi tecnologici. Intanto, nei concessionari italiani si registra già una riduzione dell’offerta di alcuni modelli storici, segno che la trasformazione è già cominciata.
Solo quando i nuovi veicoli elettrici saranno davvero sulle strade europee potremo capire se la scommessa di Stellantis ha funzionato. Per ora restano i numeri: pesanti, ma forse inevitabili per restare in gioco nella nuova era dell’auto.
