Roma, 7 febbraio 2026 – Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto oggi l’emissione di nuovi Buoni ordinari del Tesoro (Bot) a 12 mesi per un totale di 8,5 miliardi di euro, con scadenza al 12 febbraio 2027. La notizia è arrivata nel primo pomeriggio tramite una nota ufficiale diffusa da via XX Settembre. L’operazione, parte del calendario abituale delle aste del debito pubblico, si svolge in un momento di relativa calma sui mercati finanziari e si rivolge sia agli investitori istituzionali che al pubblico retail.
Asta in arrivo: scadenze e numeri
Il Mef ha fissato il termine per prenotare i titoli al 10 febbraio 2026. Il giorno dopo, l’11 febbraio, sarà dedicato alla raccolta delle offerte da parte degli operatori specializzati. Il collocamento vero e proprio avverrà il 12 febbraio, mentre il regolamento – cioè il pagamento e la consegna dei titoli – è previsto per il 13 febbraio. Un dettaglio importante soprattutto per banche e intermediari che dovranno gestire le richieste dei risparmiatori nelle prossime ore.
Rotazione del debito: numeri a confronto
Nella stessa nota, il ministero ricorda che il 13 febbraio 2026 scadono Bot annuali per un valore di 8,8 miliardi di euro. Si tratta di titoli emessi un anno fa e ora in fase di rimborso. Il meccanismo della rotazione – cioè emettere nuovi titoli per sostituire quelli in scadenza – resta uno dei principali strumenti del Tesoro per coprire il fabbisogno dello Stato. In questo caso, l’importo dei nuovi Bot è leggermente più basso di circa 300 milioni di euro rispetto a quello in scadenza, segno, secondo fonti interne, di “una gestione prudente delle necessità di cassa”.
Niente Bot trimestrali questa volta
Novità importante: nella prossima asta non ci sarà il consueto Bot trimestrale. “Non essendoci particolari esigenze di liquidità”, si legge nella nota del Mef, l’11 febbraio non verrà emesso alcun titolo a tre mesi. Una scelta che, secondo alcuni operatori sentiti nel pomeriggio, indica una situazione di liquidità sotto controllo e meno pressione sulle scadenze a breve termine. “È un segnale che il Tesoro non ha fretta in questo momento”, ha spiegato un gestore obbligazionario di una grande banca italiana.
Mercati tranquilli, ma occhi aperti
L’annuncio arriva mentre i rendimenti dei titoli di Stato italiani restano stabili, con il Bot annuale che nelle ultime aste ha segnato tassi intorno al 3%. Gli investitori istituzionali – fondi pensione, assicurazioni, banche – continuano a essere i principali acquirenti, ma non mancano i piccoli risparmiatori attratti dalla semplicità e dalla breve durata dello strumento. “Il Bot è ancora un punto di riferimento per chi cerca un investimento a basso rischio”, racconta un consulente finanziario romano, sottolineando come la domanda sia rimasta solida anche nei mesi più difficili.
Cosa ci aspetta nelle prossime settimane
Il calendario delle emissioni pubbliche prevede altri appuntamenti sia con i Bot sia con i Btp a medio-lungo termine. Il Tesoro seguirà da vicino l’andamento dei mercati e adatterà la strategia in base alle necessità di liquidità e rifinanziamento. “Gestire bene il debito pubblico resta una priorità”, hanno confermato fonti del Mef nel tardo pomeriggio. Per ora, la scelta di non emettere Bot trimestrali viene interpretata dagli addetti ai lavori come un segnale di normalità: nessun campanello d’allarme all’orizzonte, almeno per ora.
In poche parole, l’emissione annunciata oggi dal Ministero dell’Economia è un passaggio normale nella gestione del debito italiano, con cifre che confermano la continuità e una certa tranquillità sul fronte della liquidità. Tuttavia, gli operatori restano vigili: in un mercato sempre in fermento, ogni dettaglio conta.
