Iran: la determinazione a proseguire l’arricchimento nucleare anche in tempo di guerra

Iran: la determinazione a proseguire l'arricchimento nucleare anche in tempo di guerra

Iran: la determinazione a proseguire l'arricchimento nucleare anche in tempo di guerra

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Teheran, 8 febbraio 2026 – L’Iran non ha alcuna intenzione di fermare il proprio programma di arricchimento nucleare, neppure davanti al rischio di un’escalation militare. Lo ha detto chiaramente oggi il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, durante una conferenza stampa nella capitale. Le sue parole arrivano in un momento di forte tensione tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti, con il Golfo Persico che torna a essere il centro delle preoccupazioni internazionali.

Arricchimento nucleare: l’Iran va avanti anche in caso di guerra

Niente fermerà l’arricchimento nucleare iraniano, nemmeno una guerra”, ha detto Araghchi ai giornalisti poco dopo le 11 del mattino, nella sede del ministero degli Esteri. Una frase netta, detta con decisione, senza lasciare spazio a dubbi. Secondo il ministro, la pressione militare americana “non ci spaventa”. “Non chiediamo permessi a nessuno”, ha aggiunto. “Non temiamo minacce o pressioni militari degli Stati Uniti nel Golfo Persico”.

Diplomazia e diritti: la posizione di Teheran

Araghchi ha ribadito che la diplomazia è l’unica strada possibile, ma solo se riconosce i diritti dell’Iran. “La diplomazia funziona solo se c’è rispetto e dialogo, non con minacce o pressioni”, ha spiegato. Ha sottolineato la necessità di un confronto basato sul rispetto reciproco, definendo l’Iran “una nazione di diplomazia e di guerra”. Un modo per dire che il Paese è pronto a trattare, ma anche a difendersi con fermezza.

Tensione nel Golfo: la reazione internazionale

Le parole di Araghchi arrivano dopo settimane di crescente tensione nel Golfo Persico. Negli ultimi due giorni, fonti europee riferiscono che le navi militari statunitensi hanno aumentato la loro presenza nell’area, mentre a Teheran si susseguono incontri tra governo e vertici militari. La comunità internazionale osserva con preoccupazione. “Serve prudenza da tutte le parti”, ha detto ieri sera un portavoce dell’Unione Europea. Washington non ha risposto ufficialmente alle dichiarazioni iraniane, ma fonti della Casa Bianca avvertono che “tutte le opzioni sono sul tavolo”.

Il programma nucleare iraniano: numeri e scenari

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), l’Iran ha ripreso ad arricchire l’uranio oltre i limiti stabiliti dall’accordo del 2015. Gli ultimi dati parlano di una purezza che ha raggiunto il 60%, molto sopra il tetto fissato dal JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action). Teheran sostiene che il suo programma ha scopi civili e pacifici, ma l’Occidente teme un possibile uso militare. “Non vogliamo la guerra”, ha assicurato Araghchi, “ma difenderemo i nostri diritti fino in fondo”.

La società iraniana tra paura e determinazione

A Teheran, le parole del ministro si sono subito diffuse nelle strade. Nei caffè tra via Vali Asr e piazza Enghelab, la discussione è accesa. “Siamo stanchi delle minacce”, racconta Amir, studente di 24 anni. “Vogliamo vivere in pace, ma non accettiamo che ci dicano cosa fare”. Un sentimento simile emerge da altri giovani davanti all’università. “Le pressioni dall’estero ci uniscono ancora di più”, dice Leila, 27 anni.

Cosa succederà adesso?

Ora resta da vedere quale sarà la prossima mossa degli Stati Uniti e dell’Europa. Il rischio di una nuova escalation nel Golfo Persico è concreto, mentre la diplomazia cerca ancora una via per riaprire il dialogo. Intanto, a Teheran la linea è chiara: l’arricchimento nucleare andrà avanti, con o senza l’ok della comunità internazionale. Solo allora si capirà se la crisi potrà essere risolta senza ulteriori tensioni.