Tragedia a Rogoredo: un giovane cinese perde la vita dopo uno scontro con la polizia

Tragedia a Rogoredo: un giovane cinese perde la vita dopo uno scontro con la polizia

Tragedia a Rogoredo: un giovane cinese perde la vita dopo uno scontro con la polizia

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Milano, 8 febbraio 2026 – Liu Wenham, trentenne cinese senza fissa dimora, è morto ieri sera all’ospedale Niguarda di Milano, dove era ricoverato da una settimana. Il giovane era rimasto gravemente ferito durante una sparatoria avvenuta il primo febbraio nel quartiere di Rogoredo, a sud-est della città, dopo aver puntato una pistola contro una volante della polizia. L’arma, secondo gli investigatori, era stata appena rubata a una guardia giurata.

Spari in via Cassinis: cosa è successo davvero

Era circa l’una e mezza di venerdì scorso, in via Cassinis, a due passi dalla stazione di Rogoredo. Dai primi accertamenti della Questura di Milano emerge che Liu Wenham aveva strappato la pistola a un vigilante durante un litigio vicino a un cantiere. Poco dopo, la polizia è arrivata sul posto e ha ordinato al trentenne di lasciare l’arma. Ma lui, secondo chi ha visto, ha fatto l’opposto: ha puntato la pistola contro la volante. A quel punto uno degli agenti ha sparato due colpi, centrando Liu alla testa e a un braccio.

“Abbiamo agito per proteggere chi era lì e i colleghi”, ha detto uno degli agenti ascoltato dagli inquirenti. Sul posto sono arrivati anche i soccorritori del 118, che hanno portato Liu d’urgenza al Niguarda. Le sue condizioni erano subito apparse gravissime.

Un passato difficile e segnato da episodi

La storia di Liu Wenham si inserisce in un quadro complicato. La polizia ferroviaria lo conosceva già per una serie di episodi nei giorni precedenti, sempre nella zona di Rogoredo e alla stazione Centrale. Il 30 gennaio era stato fermato mentre camminava con alcune pietre in mano; il giorno dopo aveva minacciato una guardia giurata con dei manici di scopa; infine, il primo febbraio aveva provato a rubare un cacciavite in un cantiere vicino alla stazione, ma lo aveva restituito subito dopo.

Non solo. Il 31 gennaio era stato ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Paolo, dopo aver mostrato comportamenti autolesionisti: si colpiva ripetutamente la testa, lamentando forti dolori, e si comportava in modo confuso. Tuttavia, poche ore dopo era stato dimesso e lasciato libero.

Indagini in corso e reazioni ufficiali

Dopo la sparatoria, la Procura di Milano ha iscritto l’agente che ha sparato nel registro degli indagati, un atto dovuto per permettere tutte le verifiche del caso. “È una procedura standard”, ha spiegato una fonte della Procura, “necessaria per garantire trasparenza e chiarezza nelle indagini”. Gli investigatori stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere di sorveglianza e sentendo i testimoni presenti in via Cassinis.

Il caso ha riacceso il dibattito su come vengono gestite le persone fragili e senza dimora nelle grandi città. “Serve più coordinamento tra servizi sociali, sanità e forze dell’ordine”, ha detto ieri pomeriggio l’assessore comunale alle Politiche sociali, Lamberto Bertolè. “Non possiamo lasciare sole queste persone né far pesare tutto sulle spalle della polizia”.

Rogoredo, un quartiere sotto pressione

Rogoredo, già tristemente noto per la morte recente del pusher marocchino Abderrahim Mansouri durante un’operazione antidroga, vive una situazione difficile da tempo. Tra la stazione, le aree abbandonate e gli insediamenti precari, la zona è spesso teatro di microcriminalità e disagio sociale.

Gli abitanti raccontano di aver visto Liu Wenham aggirarsi spesso tra i binari e i giardini pubblici. “Era sempre solo, parlava da solo o si sedeva sulle panchine”, ricorda Marco, residente di via Rogoredo. “Qualcuno gli dava qualche panino o una coperta”.

Il dramma della salute mentale ai margini della città

La morte di Liu Wenham riporta al centro la questione di come vengono seguite le persone con disturbi psichiatrici che vivono ai margini. Fonti sanitarie dell’ospedale San Paolo confermano che il giovane era stato visitato da uno psichiatra, che non aveva però riscontrato motivi per un ricovero più lungo. Eppure, in poche ore, la situazione è precipitata.

Ora la Procura aspetta i risultati dell’autopsia e delle perizie balistiche per chiarire ogni dettaglio. Intanto, in via Cassinis restano i segni del sopralluogo della scientifica: nastri bianchi e rossi, gessetti sull’asfalto, qualche fiore lasciato da chi, anche solo per un attimo, ha incrociato lo sguardo perso di Liu Wenham.