Treni sabotati: avviata un’indagine per terrorismo e attacco ai trasporti

Treni sabotati: avviata un'indagine per terrorismo e attacco ai trasporti

Treni sabotati: avviata un'indagine per terrorismo e attacco ai trasporti

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Bologna, 8 febbraio 2026 – Nelle ultime ore, la Digos di Bologna ha trasmesso alla Procura una prima relazione sul danneggiamento dei cavi dell’Alta Velocità nel nodo ferroviario della città, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 febbraio. I magistrati, guidati dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi, stanno analizzando il materiale raccolto dagli investigatori. Il fascicolo, secondo fonti vicine all’inchiesta, sarà aperto contro ignoti con le accuse di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Sabotaggio ai cavi: indagini serrate e sospetti

La comunicazione di reato, inviata ieri mattina, è finita nelle mani del gruppo “Terrorismo” della Procura di Bologna. Il procuratore capo Paolo Guido è coassegnatario del procedimento e ha già convocato una riunione operativa con i vertici della Digos e della Polfer. Gli investigatori stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere lungo i binari e vicino agli accessi tecnici, cercando di scovare movimenti strani o persone non autorizzate tra le 2 e le 4 del mattino.

Fonti investigative raccontano che il danneggiamento ha riguardato alcuni tratti dei cavi di alimentazione e segnalamento, causando rallentamenti e ritardi su diverse tratte dell’Alta Velocità. “Stiamo lavorando senza sosta per capire come sono andate le cose e se si tratta di un gesto isolato o di qualcosa di più grande”, dice un funzionario della Digos, che preferisce non sbilanciarsi sulle piste seguite.

Caos in stazione: ritardi fino a 90 minuti

L’episodio ha avuto ripercussioni immediate sulla circolazione dei treni. Nella mattinata del 7 febbraio, i ritardi hanno toccato anche i 90 minuti. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti all’alba per sistemare i sistemi compromessi. “Abbiamo lavorato tutta la notte per garantire la sicurezza e limitare i disagi”, ha detto un portavoce di RFI. Solo dopo le 10 la situazione è tornata lentamente alla normalità, ma tanti pendolari si sono trovati in difficoltà con coincidenze perse e disservizi.

Alla stazione centrale di Bologna, tra i binari 5 e 8, si sono create lunghe file davanti ai pannelli informativi. Marco, un impiegato modenese, racconta: “Siamo rimasti fermi per più di un’ora senza sapere nulla. All’inizio ci hanno detto solo che c’erano problemi tecnici, poi abbiamo sentito parlare di sabotaggio”.

La pista del terrorismo e le reazioni ufficiali

Non è un caso che la Procura abbia chiamato in causa il gruppo “Terrorismo”. Negli ultimi mesi, spiegano fonti giudiziarie, si è registrato un aumento di attacchi contro infrastrutture strategiche nel Nord Italia. “Non escludiamo nessuna ipotesi”, ha detto la procuratrice aggiunta Plazzi in un breve incontro con la stampa davanti al Palazzo di Giustizia. “Valuteremo tutto, anche in relazione al quadro internazionale”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha chiesto un’informativa urgente su quanto accaduto. “La sicurezza delle infrastrutture è una priorità”, ha sottolineato ieri sera in una nota diffusa dal Viminale. Anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha espresso preoccupazione: “Un attacco ai trasporti colpisce tutta la comunità. Serve chiarezza e massima attenzione”.

Cosa succederà adesso

Nei prossimi giorni sono previsti nuovi rilievi tecnici sui cavi danneggiati. La Digos sta interrogando alcuni operai delle ditte appaltatrici che avevano lavorato nell’area nei giorni scorsi. Gli investigatori non escludono che le analisi forensi sui materiali sequestrati possano portare a nuovi elementi.

Per ora, nessuno ha rivendicato l’azione. Le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo, ma sottolineano che “ogni pista è aperta”. La città resta in allerta, mentre la Procura si prepara a seguire da vicino un’inchiesta che potrebbe riservare sviluppi nei prossimi giorni.