Milano, 9 febbraio 2026 – Il prezzo del gas ha aperto in netto calo questa mattina ad Amsterdam, segnando un -10% e scendendo a 32,43 euro al megawattora. Secondo gli operatori, questo calo rispecchia sia le temperature più miti registrate nelle ultime settimane sia le previsioni sulla domanda per i prossimi mesi.
Prezzo del gas, Amsterdam segna un calo netto
Alle 9 del mattino, sul mercato di Amsterdam, punto di riferimento europeo per il gas naturale, il prezzo si è ridotto di oltre tre euro rispetto alla chiusura di ieri. Una discesa che ha colto di sorpresa alcuni analisti. “Il clima più caldo del previsto sta tagliando la domanda di riscaldamento in tutta Europa”, ha detto un trader della City di Londra contattato telefonicamente. I dati di Refinitiv confermano che le temperature medie in Germania e Francia sono rimaste sopra la media stagionale anche nella prima settimana di febbraio.
Clima mite e scorte piene frenano i prezzi
La causa principale del calo è il tempo più caldo. “Abbiamo avuto un inverno piuttosto dolce, con pochi episodi di freddo intenso”, ha spiegato un portavoce di Gas Infrastructure Europe. Gli stoccaggi europei, aggiornati al 7 febbraio, sono pieni all’80%, un livello alto per questo periodo. Questo ha tolto pressione ai prezzi all’ingrosso, almeno per ora.
Mercati in movimento: vendite e prudenza
La risposta dei mercati è stata rapida. Già dalle prime ore, molti hanno iniziato a vendere in modo speculativo. “C’è chi teme che i prezzi possano scendere ancora, soprattutto se non arriveranno ondate di freddo nelle prossime settimane”, ha raccontato un analista di una banca d’affari italiana. Ma resta alta la volatilità: basta una notizia su possibili problemi nelle forniture o tensioni geopolitiche per far ripartire i prezzi al rialzo.
Cosa cambia per famiglie e imprese
Questo calo del prezzo del gas potrebbe portare a bollette più leggere per famiglie e aziende, anche se con qualche settimana di ritardo. “I contratti a lungo termine e le tariffe regolamentate fanno sì che gli effetti si vedano solo dopo un po’ di tempo”, ha spiegato Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. In Italia, l’Autorità per l’energia aggiornerà i prezzi del mercato tutelato a fine mese. Se la tendenza si conferma, già da marzo si potrebbero vedere riduzioni nei costi.
Occhi puntati sul futuro: tra meteo e geopolitica
Gli operatori guardano con cautela ai prossimi mesi. “Molto dipenderà dal tempo e dalla situazione internazionale”, ha detto una fonte del Ministero dell’Ambiente. Eventuali tensioni tra Russia e Ucraina o guasti ai terminali di rigassificazione potrebbero riaccendere la volatilità. Per ora, però, la situazione sembra sotto controllo: “Gli stoccaggi sono alti e la domanda resta contenuta”, ha sottolineato Gas Infrastructure Europe.
L’Europa e la corsa a nuove strategie energetiche
La Commissione europea segue da vicino l’andamento dei prezzi. Negli ultimi mesi Bruxelles ha spinto per diversificare le fonti di approvvigionamento e aumentare la capacità di stoccaggio. “L’obiettivo è evitare shock improvvisi come quelli del 2022”, ha ricordato una portavoce della Commissione. Nel frattempo, molti Paesi accelerano sugli investimenti nelle rinnovabili e sull’efficienza energetica, puntando a ridurre la dipendenza dal gas nel medio termine.
In attesa dei prossimi dati, il mercato resta in bilico: tra un inverno più dolce e le tensioni geopolitiche, il prezzo del gas si muove su un filo sottile, seguito con attenzione da famiglie, imprese e governi europei.
