Bologna, 9 febbraio 2026 – Tre ordigni incendiari sono stati piazzati tra le 5 e le 8 del mattino sulle linee dell’Alta velocità per Bologna e dell’Adriatica, provocando ritardi e disagi a migliaia di viaggiatori. Gli investigatori puntano il dito verso l’area anarchica: una pista che prende forza per il modo in cui sono stati messi gli ordigni, la loro natura e il momento scelto, a pochi mesi dalle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha parlato di “esperti del disordine” che cercano solo il caos.
Ordigni artigianali, un metodo rodato
Secondo gli investigatori, gli ordigni erano bottiglie riempite di liquido infiammabile, barrette incendiarie, polvere pirica e un timer a batteria. Un sistema semplice ma efficace, che ricorda da vicino un episodio simile avvenuto due anni fa a Parigi. “Si tratta di dispositivi che si possono costruire seguendo tutorial facilmente trovabili sui social”, spiegano fonti della polizia. Due ordigni sono esplosi come previsto; il terzo, invece, non ha funzionato. Un cavo collegato male avrebbe bloccato l’innesco, e adesso è sotto analisi.
Indagini in corso, pista terrorismo
La Procura di Bologna, insieme a quella di Pesaro, ha aperto un’indagine per associazione con finalità di terrorismo e attentato ai trasporti. Il procuratore capo Paolo Guido ha affidato il caso al gruppo specializzato Terrorismo, guidato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi. Gli inquirenti notano come il modus operandi sia simile ad altri casi recenti: luoghi facilmente accessibili, scarsa videosorveglianza e nessuna rivendicazione immediata. “Di solito i gruppi anarchici aspettano un po’ prima di rivendicare, pubblicando poi tutto su siti di riferimento”, spiegano.
Danni ingenti e reazioni ufficiali
Il Ministero dei Trasporti ha annunciato l’intenzione di chiedere un risarcimento per i danni milionari subiti dalle infrastrutture ferroviarie. “Non appena saranno individuati i responsabili – si legge in una nota – sarà presentata una richiesta formale di risarcimento. Siamo pronti a un’azione decisa per fermare questi atti”. I disagi hanno colpito migliaia di pendolari: ritardi nelle prime ore, treni bloccati tra Emilia-Romagna e Marche, e tanti costretti a cambiare i loro programmi.
Piantedosi: “Esperti del disordine in cerca di pretesti”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha collegato l’episodio a una strategia più ampia. “In questi gruppi antagonisti ci sono veri esperti del disordine, coinvolti in violenze gravissime da decenni”, ha detto al Corriere della Sera. “Cercano sempre nuovi pretesti: Tav, Tap, Medio Oriente, alternanza scuola-lavoro, il Ponte, l’Expo, l’ambiente e ora persino le Olimpiadi”. Piantedosi ha aggiunto che alcuni protagonisti di un tempo sono tornati a farsi vedere, anche solo come osservatori. “Forse per insegnare ai più giovani vecchie tattiche”.
Nuove norme e fermo preventivo
Sul fronte delle leggi, il ministro ha difeso il nuovo pacchetto sicurezza. “Se non fossi convinto della loro utilità, non le avrei proposte”, ha spiegato. Le nuove misure vogliono contrastare fenomeni in evoluzione come la violenza politica e il terrorismo urbano. Il capo della polizia è già al lavoro per far sì che le regole vengano applicate con equilibrio. Per quanto riguarda il fermo preventivo, Piantedosi ha chiarito che si valuteranno solo comportamenti concreti: “Anche il semplice possesso di oggetti usati negli scontri sarà considerato un elemento importante”.
Allarme sicurezza nelle città italiane
Nelle ultime settimane, episodi simili si sono verificati in altre città italiane. A Torino sono stati sequestrati martelli, spranghe e fuochi d’artificio durante manifestazioni; a Milano si sono viste scene di petardi lanciati contro le forze dell’ordine. “A qualcuno sembra normale tutto questo?”, si è chiesto il ministro. “Il benaltrismo è la scusa di chi evita di affrontare il problema”.
La sfida che riguarda tutti
Piantedosi ha concluso sottolineando la necessità di una risposta unita. “In passato lo Stato ha potuto contare su tutte le forze civili e democratiche. Spero che succeda di nuovo”. Intanto le indagini vanno avanti: la pista anarchica resta quella principale, ma non si escludono altre ipotesi. La sicurezza delle infrastrutture ferroviarie torna così al centro del dibattito pubblico, mentre il Paese si prepara ad accogliere un evento internazionale come le Olimpiadi invernali.
