La carbonara: un piatto italiano difeso dagli olandesi

La carbonara: un piatto italiano difeso dagli olandesi

La carbonara: un piatto italiano difeso dagli olandesi

Matteo Rigamonti

Febbraio 9, 2026

Roma, 9 febbraio 2026 – La carbonara è italiana. Non è solo il parere dei cuochi romani o degli appassionati di cucina tradizionale, ma anche quello degli olandesi. Una scoperta d’archivio ha infatti riscritto la storia di uno dei piatti simbolo della Capitale. Tutto comincia con una ricerca di Koos Stadhouders, giornalista del quotidiano di Amsterdam NRC, che ha trovato un articolo del 23 agosto 1939 sul giornale De Koerier. Già allora, a Roma, in una trattoria di Piazza di Santa Maria in Trastevere, si servivano gli spaghetti alla carbonara. Un dettaglio che ribalta la versione più diffusa, secondo cui la ricetta sarebbe nata solo dopo l’arrivo degli americani nel 1944.

La carbonara c’era già nel 1939: un documento che fa discutere

La storia, rilanciata oggi da Libero e raccontata anche dai giornalisti olandesi Edwin Winkels e Janneke Vreugdenhil sull’NRC, parte da un vecchio ritaglio ingiallito. Nell’articolo del 1939, firmato dall’inviata romana di De Koerier, si parla di due trattorie che si affacciavano su Piazza di Santa Maria in Trastevere: una si chiamava “Alfredo”, l’altra “Umberto”. La prima era famosa per il risotto con gamberi; la seconda, invece, proponeva come specialità le “cordicelle, come le prepara la moglie del carbonaio”, cioè gli spaghetti alla carbonara. Un riferimento chiaro, che precede di almeno cinque anni lo sbarco degli Alleati a Roma.

Il mito degli americani e del bacon va rivisto

Per anni si è raccontato che la carbonara fosse nata grazie ai soldati americani, che avrebbero portato a Roma bacon e uova in polvere durante la Seconda guerra mondiale. Una storia affascinante, certo, ma che ora viene messa in discussione da questa scoperta. “Una piccola rivoluzione e una grande notizia per i romani”, hanno scritto Winkels e Vreugdenhil sull’NRC il 6 febbraio scorso. La leggenda americana aveva preso piede anche perché la prima ricetta ufficiale della carbonara era stata pubblicata nel 1952 su una guida ai ristoranti di Chicago. Da lì, il mito si è diffuso oltreoceano.

Fabrizi, la Francia e un’altra versione della carbonara

Non solo Stati Uniti. Nel 1952 anche l’attore romano Aldo Fabrizi aveva raccontato su un giornale di Lille, in Francia, la sua versione della carbonara: una ricetta in cui spiegava come preparare il piatto senza cuocere l’uovo. Un dettaglio che aveva fatto nascere dubbi sulle vere origini della pasta più discussa d’Italia. Solo ora, grazie all’articolo del 1939, si scopre che la carbonara era già nei menù delle trattorie romane molto prima dell’arrivo degli americani.

Trastevere, il cuore della tradizione

La scoperta ha il suo cuore a Trastevere, tra i tavoli delle trattorie che si affacciano su Piazza di Santa Maria. Qui, secondo quanto scritto dal De Koerier, la moglie del carbonaio preparava le sue “cordicelle” seguendo una ricetta di famiglia. Un dettaglio che restituisce a Roma – e ai suoi abitanti – un pezzo di memoria culinaria spesso dimenticato. “Abbiamo sempre saputo che la carbonara era nostra”, ha raccontato ieri pomeriggio Marco, gestore di una storica osteria del quartiere. “Ma leggere che già nel ’39 si parlava di questo piatto qui a Trastevere fa un certo effetto”.

La carbonara: semplice, amata e ancora contesa

Oggi la carbonara è uno dei piatti più richiesti nei ristoranti di Roma e non solo. Guanciale, pecorino romano, uova fresche e pepe nero: pochi ingredienti, capaci però di far discutere intere famiglie sulla ricetta perfetta. Dietro ogni forchettata, però, c’è una storia che affonda le radici nella Roma di fine anni Trenta. Una storia che ora trova conferma anche negli archivi olandesi.

Il dibattito non si chiude qui

La scoperta di Koos Stadhouders non chiude il discorso sulle origini della carbonara, ma aggiunge un pezzo importante al puzzle. “Forse dovremmo ringraziare meno gli americani e guardare di più alle nostre tradizioni”, ha detto con un sorriso Giulia, giovane chef romana. In fondo, tra le vie acciottolate di Trastevere e le pagine ingiallite dei giornali stranieri, la carbonara resta – oggi più che mai – un piatto profondamente italiano.