Roma, 9 febbraio 2026 – L’euro ha iniziato la giornata in rialzo sul dollaro, guadagnando lo 0,3% e raggiungendo quota 1,1851 nelle prime ore di scambi sui mercati valutari internazionali. Tra le 8 e le 9 del mattino, nelle piazze europee principali, si è assistito a una fase di prudenza da parte degli investitori, in attesa dei dati economici statunitensi che arriveranno nel pomeriggio. Invece, la moneta unica ha perso terreno contro lo yen, scendendo dello 0,12% a 185,5 yen, dopo la netta vittoria del Partito liberal-democratico alle elezioni in Giappone.
Euro in rialzo sul dollaro: cosa dicono i mercati
Gli operatori della City di Londra collegano il rafforzamento dell’euro sul dollaro alle attese di una conferma della politica monetaria più morbida da parte della Federal Reserve. “Gli investitori stanno rivedendo le loro posizioni in vista dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti”, ha spiegato un analista di BNP Paribas alle 8.30, sottolineando come la volatilità resti contenuta. Così, l’euro ha superato quota 1,18, un livello che mancava da settimane.
A Piazza Affari, gli addetti ai lavori sottolineano che il cambio euro-dollaro è sorvegliato speciale anche per le possibili conseguenze sulle esportazioni italiane. “Un euro troppo forte può danneggiare i nostri prodotti all’estero”, ha ammesso un trader milanese poco dopo l’apertura. Tuttavia, per ora il movimento sembra spinto più da fattori esterni che da dinamiche interne all’Eurozona.
Lo yen prende forza dopo le elezioni: l’effetto Tokyo
Sul fronte asiatico, a farla da padrone è stato lo yen. Dopo la vittoria del Partito liberal-democratico guidato da Fumio Kishida alle elezioni generali di ieri, la valuta giapponese ha subito guadagnato terreno. L’euro è scivolato a 185,5 yen, con un calo dello 0,12% rispetto alla chiusura precedente. Le prime analisi della Nikkei, arrivate alle 7.45 ora italiana, parlano di una stabilità politica che ha tranquillizzato gli investitori internazionali.
Un operatore della Borsa di Tokyo ha spiegato che “la chiara vittoria del partito di governo ha ridotto l’incertezza e spinto gli acquisti di yen”. Solo dopo questo risultato, i mercati hanno iniziato a valutare le possibili mosse della Banca centrale giapponese, che potrebbe mantenere una linea prudente nei prossimi mesi.
Fed e BCE sotto i riflettori: cosa aspettarsi
Nel corso della mattinata, le principali banche d’affari europee hanno diffuso aggiornamenti sulle previsioni per i cambi. ING Markets avverte che “il rialzo dell’euro sul dollaro potrebbe durare poco”, in attesa delle decisioni della Federal Reserve previste per la prossima settimana. Anche la Banca Centrale Europea resta al centro dell’attenzione: domani Christine Lagarde, presidente BCE, parlerà a Francoforte e potrebbe dare segnali sulla politica dei tassi.
A Milano, intorno alle 10.15, si è registrato un aumento degli scambi sui titoli legati all’export, mentre il settore bancario è rimasto più prudente. “La volatilità è bassa, ma l’atmosfera è di attesa”, ha confidato un gestore di fondi lombardo.
Che impatto per l’Italia e l’Europa?
Per l’Italia, un euro più forte sul dollaro porta effetti contrastanti: da un lato, materie prime meno care; dall’altro, rischi per la competitività delle esportazioni. Confindustria stima che ogni variazione di un punto percentuale nel cambio possa influire fino allo 0,2% sul fatturato delle aziende esportatrici.
Nel frattempo, il rafforzamento dello yen viene letto dagli esperti come un segnale di fiducia verso il nuovo governo giapponese. Rimangono però da capire le mosse future delle banche centrali e l’impatto dei dati economici che arriveranno dagli Stati Uniti.
In sintesi, anche se la giornata si è aperta con movimenti contenuti, i riflettori restano puntati sulle prossime mosse di Fed e BCE. Gli operatori aspettano novità già nelle prossime ore.
