Milano Cortina: il calcio in ombra ai Giochi, Malagò commenta con soddisfazione

Milano Cortina: il calcio in ombra ai Giochi, Malagò commenta con soddisfazione

Milano Cortina: il calcio in ombra ai Giochi, Malagò commenta con soddisfazione

Matteo Rigamonti

Febbraio 9, 2026

Milano, 9 febbraio 2026 – Questa mattina, ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, ha commentato il recente scenario sportivo italiano, mettendo in luce come gli eventi olimpici abbiano dominato la scena mediatica, mettendo il calcio in secondo piano. “Non mi ha sorpreso, anzi sono contento che a occupare il centro dell’attenzione siano stati gli eventi olimpici, con il calcio che è arrivato dopo”, ha detto Malagò poco dopo le 8.30, in un’intervista che ha toccato anche il futuro della Nazionale.

Olimpiadi al centro dell’attenzione, calcio in attesa di ripartire

Il presidente della Fondazione che organizza le prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina ha spiegato che la visibilità degli appuntamenti olimpici è un segnale positivo per tutto lo sport italiano. “Era giusto così”, ha detto Malagò. “Le Olimpiadi sono un’occasione unica per il Paese, coinvolgono territori, atleti e istituzioni. Il calcio può aspettare.” Questo cambio di passo, secondo lui, mostra anche una nuova attenzione verso discipline spesso meno sotto i riflettori.

La qualificazione ai Mondiali: un punto di svolta

Riguardo al calcio, Malagò ha definito la prossima qualificazione ai Mondiali come un vero “punto di svolta”. “Sicuramente passare il turno sarà cruciale – ha detto – Da lì si potrà ricominciare a guardare avanti, a tornare competitivi.” Il riferimento è chiaro: dopo le delusioni degli ultimi anni, con l’Italia fuori dalle ultime due edizioni, serve una scossa. “Dal dopoguerra a oggi, il nostro calcio ha vissuto grandi successi ma anche momenti difficili”, ha ricordato, passando in rassegna sia le gioie che le crisi degli Azzurri.

Problemi di fondo e la strada da percorrere

Malagò non ha evitato di affrontare i problemi strutturali che affliggono il sistema. “Chi oggi si occupa di calcio sa bene quali sono le difficoltà”, ha detto. Secondo lui, la consapevolezza delle criticità – dalle infrastrutture vecchie alla formazione dei giovani – è ormai diffusa tra dirigenti e operatori. “Se non cambiamo marcia, la situazione non regge più”, ha avvertito, facendo capire che senza un cambiamento profondo rischiamo di restare indietro rispetto alle altre grandi nazioni.

Milano-Cortina 2026: una sfida che già si sente

Sul fronte olimpico, Malagò ha ribadito quanto sia importante la sfida che aspetta l’Italia nei prossimi due anni. La macchina organizzativa per Milano-Cortina 2026 è già in piena attività: cantieri aperti tra Lombardia e Veneto, incontri istituzionali a Roma e Milano, sopralluoghi sulle piste di Cortina e Livigno. “C’è grande attesa – ha spiegato – ma anche un forte senso di responsabilità. Vogliamo mettere in piedi un’edizione che sia all’altezza.” L’evento, ha sottolineato, è una vetrina internazionale non solo per lo sport ma per tutto il Paese.

Reazioni nel mondo sportivo: tra cautela e speranza

Le parole di Malagò hanno avuto risonanza tra dirigenti e tecnici. Alla FIGC, in via Allegri, si respira un clima di prudente ottimismo: si spera che la Nazionale possa tornare a brillare già dalle prossime qualificazioni. Nel frattempo, tra gli atleti olimpici l’attesa cresce. “Sarà un’occasione straordinaria per tutti noi”, ha detto Sofia Goggia, intercettata ieri a Bormio durante un allenamento.

Tra Olimpiadi e calcio, un equilibrio da ritrovare

In chiusura, Malagò invita a non fissarsi solo sul calcio. La centralità degli eventi olimpici – almeno per qualche mese – ha ridato un po’ di equilibrio al racconto sportivo nazionale. Ma, come spesso succede in Italia, tutto ruota ancora intorno ai risultati della Nazionale. Solo quando torneranno i successi, forse, si potrà davvero parlare di una nuova fase per lo sport italiano.