Milano-Cortina: un giorno da ricordare con sei medaglie straordinarie

Milano-Cortina: un giorno da ricordare con sei medaglie straordinarie

Milano-Cortina: un giorno da ricordare con sei medaglie straordinarie

Matteo Rigamonti

Febbraio 9, 2026

Milano, 9 febbraio 2026 – Una giornata da ricordare per lo sport italiano: ieri, alle Olimpiadi invernali, l’Italia ha portato a casa ben un argento e cinque bronzi in sole ventiquattr’ore. Un risultato che, come ha detto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, “rimarrà nella storia”. Questa mattina, ospite a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, Malagò ha commentato il successo azzurro, sottolineando la varietà delle discipline coinvolte e le prospettive per il movimento olimpico nazionale.

Sei medaglie in un giorno: l’Italia brilla in più sport

Siamo diventati competitivi in sport dove prima non lo eravamo”, ha spiegato Malagò, visibilmente soddisfatto dagli atleti italiani. Il presidente ha messo in luce come la forza di una squadra si vede anche dalla capacità di portare risultati in discipline diverse, non solo dagli ori. “Per numero di medaglie saremmo addirittura primi”, ha detto, ricordando che l’Italia è terza nel medagliere generale, anche se i Giochi non sono ancora finiti.

Per Malagò, il segreto di questo exploit sta in tre cose: “Sappiamo lavorare bene sul talento umano. Il Coni ha una professionalità di altissimo livello. E poi abbiamo tecnici preparati, grazie a corsi e strutture che fanno la differenza”. Un modello che, ha aggiunto, molti colleghi stranieri gli chiedono come funziona.

Brignone, una prova di forza e carattere

Durante l’intervista, Malagò ha voluto parlare anche di Federica Brignone, decima nella sua gara. “La sua lucidità, anche nelle parole, è stata impressionante”, ha detto il presidente. “Le ho fatto i complimenti. È una fuoriclasse, senza dubbio”. Quel decimo posto, secondo Malagò, ha un peso speciale, vista la difficoltà mentale e fisica della competizione. “Fa ben sperare per SuperG e Gigante”, ha concluso.

Cerimonia d’apertura a San Siro e il senso delle Olimpiadi diffuse

Non sono mancati i commenti sulla cerimonia d’apertura a San Siro, dove, dopo il passaggio del cartello con il nome dell’Italia, si è notato il vuoto degli atleti. “È vero”, ha ammesso Malagò, “ma l’alternativa sarebbe stata radunare tutte le delegazioni in un solo posto. Chi era a Livigno o Cortina avrebbe dovuto viaggiare di notte, magari con gare il giorno dopo”. Una scelta pensata anche per dare valore al concetto di Olimpiadi diffuse, con eventi sparsi su più territori.

Infrastrutture: ritardi da recuperare ma con uno sguardo al futuro

Sul fronte delle infrastrutture, Malagò ha ammesso che molti lavori devono ancora essere finiti. “Per queste opere il Comitato organizzatore non ha responsabilità”, ha chiarito. “Abbiamo sempre supportato chi le ha volute e portate avanti”. Ha ricordato come anche in passato – prendendo l’aeroporto di Fiumicino, completato dopo le Olimpiadi di Roma 1960 – i grandi eventi hanno lasciato un’eredità importante.

I ritardi, ha spiegato, sono legati a cause esterne: “Due anni di Covid e le guerre hanno bloccato tutto”. Però i cantieri sono aperti e le nuove strutture miglioreranno la vita di tutti, non solo degli sportivi.

Milano-Cortina 2026: una risposta alla delusione di Roma 2024

Alla domanda se i Giochi di Milano-Cortina abbiano cancellato la delusione per Roma 2024, Malagò ha risposto senza giri di parole: “Bisogna sempre guardare avanti, altrimenti non si cresce. La ferita è ormai chiusa. Però, se si vuole, la ferita c’è ancora”.

Un bilancio che racconta bene l’umore dello sport italiano: consapevole delle difficoltà, ma pronto a sfruttare ogni occasione per migliorarsi. E ieri, tra medaglie e sorrisi, questa voglia si è vista tutta.