Riparte l’Altoforno 2 dopo due anni di stop: la gioia dei sindacati

Riparte l'Altoforno 2 dopo due anni di stop: la gioia dei sindacati

Riparte l'Altoforno 2 dopo due anni di stop: la gioia dei sindacati

Giada Liguori

Febbraio 9, 2026

Taranto, 9 febbraio 2026 – Dopo oltre un anno di fermo, l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto si prepara finalmente a ripartire. L’azienda ha informato i sindacati che da domani cominceranno le prime operazioni di messa a punto degli impianti, con l’obiettivo di tornare a produrre intorno al 20 febbraio. Una notizia che arriva in un momento delicato per il polo siderurgico pugliese, e che molti aspettavano da mesi.

Altoforno 2 pronto a riaccendersi: ecco come andrà

Secondo quanto riferito da Fim, Fiom e Uilm, i prossimi giorni saranno dedicati a un’attenta fase di settaggio e controlli tecnici, che durerà circa una settimana, massimo dieci giorni. Solo dopo si potrà iniziare a caricare i materiali e dare il via alla produzione vera e propria. La data da segnare sul calendario è il 20 febbraio: se tutto andrà per il verso giusto, quel giorno il forno tornerà a sfornare ghisa.

Al momento, nell’impianto di viale Libertà è attivo solo l’Altoforno 4. L’Altoforno 1 resta invece sotto sequestro, bloccato dalla magistratura dal 7 maggio dello scorso anno, dopo un grave incidente che coinvolse una tubiera. Da allora, nessuno ha potuto usarlo.

Sindacati cauti, lavoratori preoccupati

“L’azienda ci ha dato l’ok ufficiale per la ripartenza dell’Altoforno 2 – spiega Francesco Brigati della Fiom Cgil Taranto –. È un segnale importante, ma restano tanti dubbi sul futuro dello stabilimento e sulla sicurezza degli impianti”. I sindacati chiedono chiarezza sui piani aziendali e sulle condizioni di lavoro, soprattutto dopo i recenti stop forzati e le tante incertezze legate alla gestione dell’ex Ilva.

In fabbrica, tra gli operai, l’aria è tesa. “Non basta riaccendere un altoforno per sistemare le cose”, racconta un operaio del reparto acciaieria, incontrato alle 6.30 del mattino davanti ai cancelli. “Qui si aspetta da tempo una svolta vera, non solo annunci”.

Produzione in calo, ma con la speranza di un rilancio

La lunga fermata dell’Altoforno 2 ha pesato molto sulla produzione dello stabilimento, già messa a dura prova da problemi giudiziari e finanziari. Fonti interne dicono che negli ultimi mesi la produzione di ghisa era scesa ai minimi storici, con riflessi negativi anche sull’indotto del territorio.

La riaccensione del forno dovrebbe far salire un po’ i numeri, ma restano ancora molte questioni aperte. “Serve un piano industriale serio – sottolinea Giuseppe Romano della Fim Cisl –. Non si può andare avanti alla giornata”.

Ex Ilva, tra lavoro e ambiente il nodo resta irrisolto

Il destino dell’ex Ilva è al centro di un acceso dibattito, non solo a Taranto ma in tutta Italia. Da una parte c’è la necessità di salvaguardare migliaia di posti di lavoro; dall’altra, la richiesta di maggior tutela per la salute e l’ambiente. Il sequestro dell’Altoforno 1, che va avanti da nove mesi, è il simbolo delle difficoltà che il sito deve affrontare.

Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri tra azienda, sindacati e istituzioni locali. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra produzione e sicurezza, rispettando le prescrizioni della magistratura. “La città non può più aspettare”, ha detto il sindaco Rinaldo Melucci durante un sopralluogo davanti ai cancelli.

20 febbraio, una data da segnare

Il conto alla rovescia per la riapertura dell’Altoforno 2 è iniziato. Se tutto andrà come previsto, il 20 febbraio potrebbe segnare il primo passo verso un ritorno alla normalità per lo stabilimento tarantino. Ma in fabbrica e in città si sente che molto dipenderà dalle scelte che verranno fatte nelle settimane a venire – non solo dai tecnici, ma anche dalla politica e dalla magistratura.

Per ora, la parola d’ordine è prudenza. E resta una lunga attesa, piena di domande senza risposta.