Milano, 9 febbraio 2026 – All’apertura dei mercati, lo spread tra Btp e Bund si è fermato a 61,3 punti base, leggermente in calo rispetto ai 62,5 punti della seduta precedente. Il dato, raccolto stamattina a Piazza Affari poco dopo le 9, suggerisce un primo segnale di stabilità nei titoli di Stato italiani. Nel frattempo, il rendimento del Btp decennale resta praticamente invariato, al 3,458% contro il 3,46% di venerdì.
Spread Btp-Bund: il mercato tira il fiato
Il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi, lo spread Btp-Bund, è da sempre uno dei termometri più seguiti dagli investitori. Stamattina ha mostrato un piccolo passo indietro, segno di una giornata tranquilla dopo una settimana senza grandi scossoni. Gli operatori a via Filodrammatici spiegano che questo lieve calo riflette una domanda stabile per i titoli italiani e un clima di attesa per le prossime mosse della Banca Centrale Europea.
“Non ci sono state novità né sul fronte politico né su quello economico nelle ultime ore”, racconta un gestore di portafoglio di una banca milanese. “Gli investitori stanno tenendo d’occhio le prospettive di crescita dell’Eurozona e aspettano le decisioni sui tassi”.
Rendimento del decennale italiano: nulla di nuovo sotto il sole
Il rendimento del Btp a dieci anni si è quasi fermo, passando dal 3,46% di venerdì al 3,458% di stamattina. Una variazione così piccola da essere quasi impercettibile, che conferma la fase di stallo che vive il mercato dei titoli di Stato. Gli analisti sottolineano come il mantenimento dei rendimenti sia legato anche ai dati sull’inflazione e alle aspettative sulle mosse future della BCE.
I dati diffusi ieri dall’Istat mostrano un’inflazione moderata a gennaio, aiutando a tenere sotto controllo la pressione sui rendimenti. “La situazione resta delicata”, commenta un esperto di Mediobanca, “ma al momento non si vedono segnali di tensione”.
Europa in bilico, occhi puntati sulla BCE
Il movimento dello spread va letto in un’Europa ancora incerta sulle politiche monetarie. La prossima riunione della Banca Centrale Europea, tra due settimane a Francoforte, sarà decisiva per i mercati. Gli investitori sperano in indicazioni più precise sulla possibile riduzione dei tassi, dopo mesi di rialzi che hanno fatto salire i costi del debito per i Paesi dell’area euro.
A Francoforte, però, si va con i piedi di piombo. “La BCE non ha ancora deciso quando allenterà la stretta”, spiega un addetto ai lavori vicino al board. “Per ora si preferisce aspettare dati più chiari su crescita e inflazione”.
Lo spread e il peso del debito pubblico italiano
Il livello dello spread Btp-Bund è sotto stretta osservazione anche dal Tesoro italiano, alle prese con un debito pubblico che ha superato i 2.850 miliardi di euro a fine 2025, secondo la Banca d’Italia. Un differenziale contenuto permette al governo di collocare nuovi titoli a costi più bassi, alleggerendo la pressione sui conti pubblici.
Fonti del Ministero dell’Economia confermano che “la situazione è sotto controllo”, pur sottolineando qualche preoccupazione per l’andamento del quadro internazionale. La volatilità dei mercati globali e le tensioni geopolitiche potrebbero complicare le prossime aste di titoli.
Mercati cauti, ma pronti a reagire
Tra gli operatori finanziari domina la prudenza. “Il mercato sembra aver trovato un equilibrio, almeno per ora”, confida un trader milanese poco dopo l’apertura. “Ma basta poco per cambiare tutto: una dichiarazione a sorpresa della BCE o dati macroeconomici diversi dalle attese possono ribaltare il gioco”.
Per ora, quindi, lo spread tra Btp e Bund resta basso rispetto ai picchi degli anni scorsi. Ma la partita è ancora aperta: tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse della BCE e sull’andamento dei dati economici italiani ed europei.
