Roma, 9 febbraio 2026 – Una nuova notte di terrore in Ucraina ha lasciato sul campo almeno tre morti e cinque feriti, vittime degli ultimi attacchi russi che hanno colpito diverse zone del Paese. A riferirlo sono i soccorsi ucraini e il sindaco di Odessa, mentre la tensione non accenna a calare lungo il fronte orientale.
Odessa sotto le bombe: muore un uomo di 35 anni
All’alba, a Odessa è scattato l’allarme. La città portuale sul Mar Nero è stata colpita da un bombardamento russo che ha ucciso un uomo di 35 anni. A confermare la tragedia è Sergiy Lysak, capo dell’amministrazione militare locale, che ha definito la notte “difficile per la popolazione civile”. Due persone sono rimaste ferite: una donna e un ragazzo, entrambi con ferite da schegge, ora ricoverati in ospedale. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo tra le macerie di un edificio residenziale danneggiato.
Kharkiv sotto attacco: morte una donna e un bambino
Più a nord, nella regione di Kharkiv, la situazione è peggiorata. I soccorsi statali hanno recuperato i corpi di una donna e di un bambino di 10 anni dopo un attacco con droni. “Le vittime sono state trovate tra le rovine della loro casa,” si legge in un messaggio pubblicato su Telegram dal servizio di emergenza. Le operazioni di soccorso sono andate avanti fino all’alba. I residenti, molti già sfollati, raccontano di aver sentito almeno due esplosioni intorno alle 2:30 del mattino.
Feriti e danni: la conta dopo gli attacchi
Altre tre persone sono rimaste ferite nell’attacco a Kharkiv. Le autorità non hanno ancora fornito dettagli sulle loro condizioni, ma fonti ospedaliere parlano di “ferite da esplosione e traumi causati dal crollo”. I soccorritori hanno lavorato a lungo tra le macerie, mentre la polizia ha isolato l’area per i rilievi. In città, la paura resta forte. “Non sappiamo quando finirà questa paura,” ha confidato un abitante del quartiere colpito.
Escalation nel sud e nell’est: Odessa e Kharkiv nel mirino
Questi attacchi arrivano in un momento in cui il conflitto tra Russia e Ucraina si riaccende, soprattutto nelle regioni meridionali e orientali. Odessa, già colpita più volte, è un punto chiave per il controllo delle rotte marittime sul Mar Nero. Kharkiv, invece, resta tra le città più esposte agli attacchi con droni e missili. “La popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto,” ha detto il sindaco di Odessa in una nota diffusa a tarda mattina.
Le autorità ucraine chiedono più protezione
Di fronte a questa nuova ondata di raid, le autorità ucraine tornano a chiedere più aiuto internazionale per la difesa aerea. “Servono sistemi più moderni per difendere le nostre città,” ha spiegato un portavoce del Ministero della Difesa. Intanto, la comunità internazionale osserva con attenzione. A breve è prevista una riunione d’emergenza del Consiglio comunale di Odessa per decidere nuove misure di sicurezza.
Bilancio provvisorio e vita sotto assedio
Il bilancio resta ancora parziale: nelle ultime 24 ore si contano almeno dieci raid in varie zone del Paese. A Odessa e Kharkiv la gente cerca rifugio nei bunker sotterranei, mentre le scuole restano chiuse per precauzione. “Viviamo alla giornata,” racconta una madre in fila davanti a una farmacia del centro. La guerra si misura anche nelle piccole cose: una corsa al supermercato prima del coprifuoco, una telefonata ai parenti lontani.
Le autorità locali invitano alla calma e a seguire le indicazioni della protezione civile. Finché la situazione non si stabilizza, Odessa e Kharkiv restano il simbolo della resistenza ucraina sotto i colpi della guerra.
