Treni sabotati: il Mit annuncia battaglia legale per risarcimenti milionari e indagini per terrorismo

Treni sabotati: il Mit annuncia battaglia legale per risarcimenti milionari e indagini per terrorismo

Treni sabotati: il Mit annuncia battaglia legale per risarcimenti milionari e indagini per terrorismo

Matteo Rigamonti

Febbraio 9, 2026

Bologna, 9 febbraio 2026 – Un sabotaggio alla rete ferroviaria italiana ha mandato in tilt la circolazione sulla linea adriatica ieri, creando disagi e ritardi per migliaia di passeggeri. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha annunciato che, una volta identificati i colpevoli, chiederà un risarcimento danni da milioni di euro. Nel frattempo, la Procura di Bologna ha aperto un’indagine contro ignoti per associazione a scopo di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Sabotaggio alla rete: indagini serrate

La Digos ha consegnato alla Procura una prima relazione sul danneggiamento dei cavi dell’alta velocità nel nodo ferroviario di Bologna. Il fascicolo è nelle mani dei magistrati, affidato al gruppo “Terrorismo” guidato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi. Il procuratore capo Paolo Guido segue il caso come primo coassegnatario. Al momento, nessuno ha rivendicato l’attacco. Nessun gruppo si è fatto avanti dopo il taglio dei cavi vicino alla stazione di Bologna, l’esplosione di un pozzetto a Castel Maggiore e quella di una cabina a Pesaro.

Le prime piste portano verso l’anarchismo insurrezionalista. Negli ultimi tre anni, spiegano fonti investigative, l’Italia è diventata un punto caldo in Europa per questo tipo di attivismo. Il rapporto Europol 2024 è chiaro: su 21 attacchi legati alla sinistra radicale o anarchica nell’Ue, 18 sono stati fatti o pianificati in Italia.

Reti fragili, rischi concreti

L’attacco di ieri ricorda quello avvenuto in Francia prima delle Olimpiadi, quando i cavi elettrici in tre nodi chiave della rete TGV furono dati alle fiamme, paralizzando tutto. Qui da noi, anche se più limitato, il sabotaggio ha messo in luce una rete ferroviaria nazionale vulnerabile.

Controllare i 16.881 chilometri di binari italiani è quasi impossibile. Molte zone non sono sorvegliate da telecamere o altri sistemi di sicurezza. In queste settimane, gli agenti di Fs Security, circa 150, sono concentrati soprattutto in Lombardia e nelle zone alpine, a bordo dei treni per i Giochi olimpici. Così, vaste aree del Paese restano scoperte.

Sicurezza, tra tecnologia e fondi

Sul fronte sicurezza, il presidente della commissione Trasporti alla Camera, Salvatore Deidda (FdI), ha detto che «l’intelligenza artificiale potrà dare un grande aiuto». Rfi ha già iniziato a introdurre nuove tecnologie per monitorare la rete: «A Milano Rogoredo il sistema è già attivo – ha spiegato Deidda – e presto toccherà a Bologna». Nel pacchetto sicurezza è previsto uno stanziamento di 50 milioni di euro per far lavorare insieme Rfi, Ministero dell’Interno e Mit. L’obiettivo è mettere in sicurezza stazioni e infrastrutture.

Questo potenziamento serve non solo per fermare atti come quello di ieri, ma anche per prevenire furti di rame e intrusioni sui binari. «Non possiamo sorvegliare ogni singolo metro di ferrovia – ammette una fonte vicina a Fs – ma la tecnologia ci aiuterà a ridurre i rischi».

Danni milionari e disagi per i viaggiatori

Il Mit ha ribadito con una nota ufficiale che «appena saranno identificati i responsabili, verrà chiesto un risarcimento danni da milioni di euro». Intanto, la circolazione sulla linea adriatica sta lentamente tornando alla normalità, ma i disagi per i pendolari sono ancora evidenti. Questa mattina, a Bologna Centrale e Pesaro si sono formate lunghe code agli sportelli informazioni e non sono mancati i malumori tra i viaggiatori.

Gli investigatori non mollano e stanno lavorando senza sosta. Nessuna pista è esclusa, ma al momento l’attenzione resta concentrata sull’area anarchica. Solo nelle prossime ore si capirà se ci saranno elementi per chiarire la matrice dell’attacco e identificare i responsabili. Nel frattempo, la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie torna al centro del dibattito pubblico, con tutta la sua urgenza.