Tokyo, 10 febbraio 2026 – Le borse asiatiche chiudono in rialzo, spinte dal recupero dei titoli tecnologici e da un clima di fiducia che si è rafforzato dopo le elezioni in Giappone. Tokyo è stata la protagonista del giorno, con un balzo del 2,28% a fine seduta. Anche Hong Kong ha segnato un progresso, +0,51% mentre il mercato era ancora aperto. Più timidi i guadagni per Shanghai e Shenzhen, entrambe in lieve aumento dello 0,13%.
Tokyo in testa grazie alla vittoria di Sanae Takaichi
La giornata è partita con il segno positivo soprattutto a Tokyo, dove il Nikkei ha beneficiato della conferma di Sanae Takaichi come premier. La sua vittoria ha rassicurato gli investitori, convinti che il governo manterrà le sue politiche economiche e la stabilità politica. “C’è fiducia che il nuovo esecutivo proseguirà con le riforme”, ha detto questa mattina Kenji Sato, strategist di Nomura Securities.
Il settore tecnologico ha spinto il listino giapponese: SoftBank e Sony hanno chiuso in forte rialzo, mentre anche le società legate all’export hanno guadagnato grazie alla debolezza dello yen. A metà giornata, il Nikkei ha superato quota 38.000 punti, un livello che non si vedeva da oltre trent’anni.
Hong Kong e Taiwan seguono il trend, la Cina resta prudente
Anche Hong Kong ha mostrato segnali di ripresa: l’indice Hang Seng ha guadagnato lo 0,51% alle 9:30 ora italiana. Gli investitori hanno puntato su Tencent e Alibaba, sostenuti dalle aspettative di una ripresa dei consumi interni. “Il sentiment è ancora fragile, ma si intravedono segnali di ritorno degli investitori stranieri”, ha detto un trader di HSBC a alanews.it.
A Taiwan, il Taiex ha chiuso con un balzo del 2,06%, grazie soprattutto ai titoli dei semiconduttori come TSMC. Gli investitori hanno reagito bene alle ultime trimestrali e alle previsioni di crescita della domanda globale di chip. Più fiacca invece la giornata a Seul, dove il Kospi ha chiuso quasi invariato (+0,07%), frenato dalle prese di profitto su Samsung Electronics.
Lo yuan ai massimi da maggio 2023, Pechino limita i Treasury USA
Sul fronte delle valute, la novità è stata la salita dello yuan cinese ai massimi da maggio 2023 contro il dollaro. Secondo fonti di Bloomberg e conferme dai principali desk asiatici, le autorità di Pechino hanno chiesto alle banche più grandi di ridurre l’esposizione ai titoli di Stato americani. Una mossa pensata per rafforzare la valuta nazionale e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
“Il governo cinese ha dato un chiaro segnale di maggiore forza sul fronte valutario”, ha spiegato Li Wei, economista di Bank of China International. Lo yuan si è rafforzato rapidamente sui mercati offshore, toccando quota 7,05 contro il dollaro nelle prime ore della mattina.
Futuro incerto, ma qualche segnale positivo dagli operatori
Gli operatori restano prudenti sulle prospettive delle borse asiatiche nelle prossime settimane. La volatilità rimane alta, spiegano diversi gestori intervistati da alanews.it, soprattutto per le incertezze legate alla politica monetaria americana e alle tensioni tra Cina e Stati Uniti. Ma il clima di oggi è stato definito “costruttivo” da più fonti. “Dopo settimane difficili, si intravede qualche spiraglio di ottimismo”, ha confidato un gestore a Tokyo.
In sintesi, la seduta odierna conferma quanto l’Asia sia al centro dei flussi finanziari globali. Il rimbalzo dei tecnologici e le mosse di Pechino sullo yuan hanno dato slancio ai mercati, anche se il quadro resta incerto. Gli occhi degli investitori restano puntati sulle prossime mosse delle banche centrali e sull’evoluzione dei rapporti commerciali tra le grandi potenze.
