Messina, 10 febbraio 2026 – Nessun ritardo nei lavori per il ponte sullo Stretto di Messina. A ribadirlo oggi è stato Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, che ha confermato come il cronoprogramma resti fermo e che l’avvio dei lavori è previsto entro l’estate. La presa di posizione arriva a pochi giorni dalle polemiche in Parlamento e dalle dichiarazioni dell’onorevole Angelo Bonelli, che aveva parlato di possibili ritardi e problemi nella gestione del progetto.
I tempi non cambiano: lavori pronti a partire
Nel documento che accompagna il Decreto Legge “Commissari”, si conferma l’intenzione di iniziare i cantieri nei prossimi mesi estivi. “I tempi indicati – ha spiegato Ciucci all’Ansa – tengono conto dei controlli di legittimità da parte della Corte dei conti”. Un passaggio obbligato, ma che non dovrebbe rallentare il progetto. “Contrariamente a quanto detto da Bonelli, non c’è alcun mancato rispetto delle procedure”, ha aggiunto l’ad, sottolineando che il piano è stato condiviso con tutti gli enti coinvolti.
Chiarimenti su gara e finanziamenti
Nel corso della giornata, Ciucci è tornato anche sulle polemiche legate alle modalità di affidamento dell’appalto e al presunto ricorso al project finance. “Non c’è nessun fondamento nell’idea che il bando iniziale fosse un project finance”, ha precisato. Secondo lui, la gara per il contraente generale non prevedeva questa formula: “Il project finance riguardava solo la Società Stretto di Messina, con il 40% del capitale sottoscritto soprattutto da Fintecna e il 60% da trovare sul mercato finanziario. Eurolink, il contraente, non era coinvolto in questa formula”.
Un dettaglio tecnico, ma importante, che Ciucci usa per chiarire la trasparenza e la regolarità dell’iter seguito finora. “Non c’è stata nessuna modifica nelle condizioni di gara”, ha ribadito.
Costi aggiornati e confronto con l’Europa
Un altro tema caldo riguarda l’aumento del costo per il contraente generale. Alcune fonti avevano parlato di una cifra salita a 14,5 miliardi di euro. Ciucci ha smentito: “L’importo fissato è di 10,5 miliardi, non 14,5 come detto da Bonelli”. L’aumento rispetto alle stime iniziali, ha spiegato, deriva quasi esclusivamente dal rincaro delle materie prime e dei costi di costruzione, un fenomeno che sta colpendo tutte le grandi opere infrastrutturali in Europa.
“Questo adeguamento – ha aggiunto – non ha impatto sulla direttiva Ue Appalti e riguarda non solo il ponte sullo Stretto, ma tutti i lavori in corso”. La conferma arriva anche da Bruxelles: “Non c’è nessuna procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea. Il dialogo con l’Unione procede normalmente”.
Tra polemiche e aspettative
Le parole di Ciucci arrivano in un momento in cui il dibattito politico sul ponte si è riacceso. Le opposizioni chiedono più trasparenza sui costi e sulle modalità di affidamento; il governo invece difende il progetto e insiste sul rispetto dei tempi. Intanto, in Sicilia e Calabria l’attesa cresce. Nei bar di Messina e Villa San Giovanni si discute ogni giorno, tra scetticismo e speranze.
“Non ci resta che aspettare l’estate”, racconta un commerciante messinese incontrato questa mattina sul corso Garibaldi. “Qui ogni promessa si prende con le pinze”. Ma almeno per ora, dalle ultime comunicazioni ufficiali, la tabella di marcia sembra confermata. Solo allora si potrà capire se il cantiere del ponte partirà davvero.
