Crans-Montana, l’ex capo della sicurezza accusa il Comune: «Mancano risorse per i controlli»

Crans-Montana, l'ex capo della sicurezza accusa il Comune: «Mancano risorse per i controlli»

Crans-Montana, l'ex capo della sicurezza accusa il Comune: «Mancano risorse per i controlli»

Matteo Rigamonti

Febbraio 10, 2026

Crans-Montana, 10 febbraio 2026 – Questa mattina, nell’aula del tribunale di Sion, l’ex responsabile della sicurezza di Crans-Montana, Ken Jacquemoud, ha raccontato ai giudici perché, a suo avviso, i controlli sulla sicurezza dei locali pubblici – compreso il disco-bar Le Constellation, teatro del drammatico incendio di Capodanno – sono stati insufficienti negli ultimi anni. “Non avevamo abbastanza risorse, l’ho detto più volte al Comune”, ha detto Jacquemoud durante l’interrogatorio, puntando il dito contro l’amministrazione locale.

Pochi uomini e problemi con il software

Jacquemoud ha spiegato che tra il 2017 e il 2024 il suo ufficio doveva occuparsi dei controlli antincendio in decine di locali pubblici. “Eravamo davvero pochi, il personale era ridotto all’osso”, ha raccontato ai magistrati. Ma il problema non era solo la mancanza di personale. “Abbiamo avuto anche grossi problemi con il software per gestire le ispezioni: la piattaforma ‘VS Fire’ non funzionava più come doveva e la sostituzione ha richiesto mesi”, ha aggiunto. Secondo lui, in quel periodo sono andati persi molti dati sulle verifiche. “Non avevamo fatto il backup – ha ammesso – e l’avevo segnalato al Comune”.

Le ultime ispezioni al Constellation e le responsabilità

Il disco-bar Le Constellation, dove nella notte di Capodanno hanno perso la vita 41 persone, era stato controllato l’ultima volta nel 2019. Jacquemoud ha confermato di aver partecipato a quell’ispezione insieme al capo dei vigili del fuoco, David Vocat. “La spugna acustica sul soffitto era a norma”, ha ricordato. Eppure, dopo quella data, nessun altro controllo è stato fatto. Gli inquirenti hanno chiesto conto di questa mancanza. Jacquemoud ha ribadito che la situazione era nota all’amministrazione: “Avevo chiesto più risorse, ma non sono mai arrivate”.

Il suo successore, Christophe Balet, non aveva il brevetto per la prevenzione antincendio, mentre Jacquemoud lo possedeva. “La formazione è fondamentale in questi ruoli”, ha sottolineato davanti ai magistrati.

I vigili del fuoco e le prossime audizioni

Durante l’interrogatorio, Jacquemoud ha coinvolto anche il capo dei vigili del fuoco di Crans-Montana. David Vocat, presente durante i controlli prima della pandemia, sarà ascoltato il 16 febbraio, ma solo come testimone. “La collaborazione tra ufficio sicurezza e pompieri era costante”, ha spiegato Jacquemoud. Tuttavia, le verifiche dopo il 2019 sarebbero venute meno proprio per la mancanza di personale e strumenti adeguati.

Estorsione e caos nei dati

Un capitolo a parte riguarda la gestione dei dati sui controlli antincendio. Nel 2023, secondo Jacquemoud, l’informatico incaricato della piattaforma “VS Fire” avrebbe tentato una estorsione ai danni del Comune. L’uomo avrebbe minacciato di pubblicare dati sensibili sul dark web se non gli fossero stati pagati 100mila franchi svizzeri. Arrestato e poi ricoverato in una struttura psichiatrica, l’informatico – descritto dagli investigatori come “in preda a deliri complottisti” – ha causato la chiusura improvvisa del sistema e la perdita di molti dati sulle ispezioni.

“Il passaggio a una nuova piattaforma è stato lungo e complicato”, ha spiegato Jacquemoud. Nel frattempo, il carico di lavoro per gli uffici comunali è aumentato senza che arrivassero rinforzi.

Il dolore della città

Fuori dal tribunale, la comunità di Crans-Montana continua a fare i conti con il dolore per la tragedia. Fiori e candele sono ancora davanti all’ingresso del Constellation, un segno tangibile della sofferenza che attraversa la città. “Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni”, ha confidato una residente presente questa mattina davanti al municipio.

Le indagini vanno avanti. Nei prossimi giorni saranno ascoltati altri funzionari comunali e testimoni chiave. La procura vuole capire se le carenze nei controlli siano state frutto di negligenza o di difficoltà reali. Solo allora si potrà stabilire se la strage poteva essere evitata o se è stata il risultato di una tragica serie di eventi e responsabilità condivise.