Roma, 10 febbraio 2026 – Fincantieri, attraverso la sua controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un contratto da oltre 200 milioni di euro con il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita per la fornitura dei siluri leggeri MU90. L’annuncio è arrivato oggi durante il World Defence Show 2026 a Riyadh, alla presenza dell’amministratore delegato di WASS, Andrea Adorni, e del viceministro saudita per gli Armamenti, Ibrahim bin Ahmed al-Suwayed. È il più grande accordo nella storia centenaria di WASS, che rafforza il ruolo del gruppo italiano nel campo della difesa subacquea e apre nuove opportunità nel mercato mediorientale.
Un contratto da record per la difesa subacquea
Il valore dell’intesa – superiore ai 200 milioni di euro – segna un traguardo senza precedenti per WASS, azienda con sede a Livorno e parte di Fincantieri. «Questo risultato premia la nostra tecnologia e la reputazione costruita in decenni», ha commentato Adorni subito dopo la firma. Il contratto prevede la consegna dei siluri tra il 2029 e il 2030, con la produzione affidata allo stabilimento toscano. Per WASS, che aveva già ottenuto un importante ordine dalla Marina indiana, è il primo contratto diretto con il Ministero saudita: un passo che, secondo fonti interne, potrebbe aprire la strada a nuove collaborazioni con le forze armate del Golfo.
MU90: la tecnologia italiana che viaggia per mare
Il MU90 è uno dei prodotti di punta nel panorama internazionale dei sistemi antisommergibile. Usato dalla Marina Militare italiana e da oltre dieci marine straniere, il siluro appartiene alla terza generazione dei cosiddetti “leggeri” (LWT). È progettato per operare in situazioni complesse e in qualsiasi ambiente marino. Può essere lanciato sia da navi sia da aerei, sia ad ala fissa sia rotanti. «La versatilità operativa è uno dei nostri punti di forza», ha sottolineato Adorni, ricordando come il MU90 sia nato per rispondere alle esigenze delle missioni ASW (anti-submarine warfare) più complesse.
Arabia Saudita, un mercato strategico per Fincantieri
La firma del contratto segna anche l’ingresso diretto di WASS nel mercato saudita, considerato strategico da Fincantieri. «L’Arabia Saudita sta puntando molto sul rafforzamento delle proprie capacità navali», ha spiegato una fonte vicina al dossier. L’accordo comprende non solo i siluri, ma anche un pacchetto di supporto logistico per la Royal Saudi Naval Force. Un dettaglio importante: la presenza italiana si consolida in una regione dove la competizione internazionale è serrata e dove le forniture militari spesso includono programmi di formazione e assistenza tecnica.
Impatto industriale e orizzonti futuri
Il progetto sarà gestito principalmente dallo stabilimento WASS di Livorno, che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale all’interno di Fincantieri. L’azienda fa sapere che il contratto avrà effetti positivi anche sull’indotto locale, con possibili nuove assunzioni e investimenti in ricerca e sviluppo. «Siamo orgogliosi di portare l’eccellenza italiana nel mondo», ha dichiarato Adorni durante una breve conferenza stampa a margine dell’evento di Riyadh.
Difesa subacquea, un settore in crescita tra innovazione e geopolitica
Il successo di WASS arriva in un momento in cui la domanda globale di sistemi avanzati per la difesa subacquea è in aumento. Gli analisti sottolineano come le marine militari puntino sempre più su tecnologie come il MU90, per rispondere alla crescente complessità degli scenari marittimi e alla necessità di proteggere rotte commerciali e infrastrutture offshore. In questo contesto, l’Italia consolida il ruolo di protagonista tra i principali esportatori europei di tecnologie militari. Fincantieri, grazie anche a questa commessa, rafforza la sua presenza nei mercati extraeuropei.
Nei prossimi mesi si vedrà se l’accordo con Riad aprirà davvero la strada a nuove intese. Intanto, però, il dato è chiaro: il made in Italy della difesa subacquea ha conquistato una nuova vetrina internazionale.
