Milano, 10 febbraio 2026 – All’apertura della seduta, lo spread tra Btp e Bund si è mantenuto stabile a 60,9 punti base, praticamente lo stesso livello di ieri. Il rendimento del Btp decennale italiano si è fermato al 3,43%, appena sotto il 3,44% di venerdì. Gli operatori vedono in questo avvio un segnale di relativa tranquillità sui mercati obbligazionari europei, nonostante le incertezze ancora presenti sull’economia del continente.
Spread Btp-Bund stabile: i mercati tengono il respiro
La mattinata a Piazza Affari è iniziata senza grandi scossoni per i titoli di Stato. Lo spread, cioè la differenza tra i rendimenti dei titoli italiani e quelli tedeschi, resta saldo a 60,9 punti base. Un livello che, come notano diversi analisti, non si vedeva da tempo. La soglia psicologica dei 100 punti base, spesso tenuta d’occhio dagli investitori, sembra lontana. “Il mercato premia la percezione di una maggiore solidità dei conti pubblici italiani”, ha commentato un gestore di una banca d’investimento milanese, che ha preferito rimanere anonimo.
Rendimento decennale in leggero calo
Il rendimento del Btp a dieci anni si è posizionato al 3,43%, appena sotto il valore di ieri. Una variazione minima, solo un centesimo di punto, ma che conferma la tendenza degli ultimi giorni: i titoli italiani restano interessanti per gli investitori stranieri, nonostante i tassi ancora alti a livello globale. La Banca Centrale Europea, che nelle ultime settimane ha mantenuto fermi i tassi, continua a seguire da vicino l’andamento dell’inflazione nell’Eurozona. “La stabilità dei rendimenti riflette anche l’attesa per le prossime mosse della BCE”, ha spiegato un analista di Intesa Sanpaolo.
Europa tranquilla, pochi movimenti
Anche in Europa la situazione è calma. I rendimenti dei Bund tedeschi restano bassi, con il decennale intorno al 2,82% in mattinata. Anche gli altri Paesi dell’area euro non mostrano tensioni particolari. Secondo i primi riscontri raccolti tra gli operatori, oggi non sono attesi dati macro importanti né eventi istituzionali in grado di scuotere i mercati. “Ci aspettiamo una giornata interlocutoria”, ha ammesso un trader romano contattato poco dopo le 9.
Occhi puntati sull’Italia
Gli investitori continuano a guardare con attenzione ai fondamentali dell’economia italiana. Il debito pubblico resta alto: secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, il rapporto debito/Pil è intorno al 137%. Però la crescita del Pil nel quarto trimestre del 2025 ha sorpreso in positivo, con un +0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. “Il quadro è ancora fragile, ma per ora non ci sono segnali di allarme immediato”, ha spiegato un economista del Centro Studi Confindustria. Solo se dovessero arrivare nuovi scossoni sui mercati internazionali o segnali di rallentamento in Europa, lo spread potrebbe tornare a salire.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Per il momento, la situazione sembra sotto controllo. Gli investitori restano concentrati sulle prossime decisioni della BCE e sulle eventuali revisioni delle stime di crescita per l’Italia e per l’Eurozona. Nel frattempo, il Tesoro italiano continua con il programma di emissioni previsto per il primo trimestre: la prossima asta di Btp è in calendario per giovedì 13 febbraio alle 11. Secondo fonti del Ministero dell’Economia, l’offerta dovrebbe essere tra i 6 e gli 8 miliardi di euro.
In attesa di nuovi sviluppi, lo spread resta fermo e i mercati concedono una tregua al debito italiano. Una calma che, come spesso succede, potrebbe durare poco.
