Lovaglio svela i piani di integrazione con Mediobanca: il cda è ancora in attesa di una decisione

Lovaglio svela i piani di integrazione con Mediobanca: il cda è ancora in attesa di una decisione

Lovaglio svela i piani di integrazione con Mediobanca: il cda è ancora in attesa di una decisione

Matteo Rigamonti

Febbraio 10, 2026

Milano, 10 febbraio 2026 – Questa mattina, Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, ha ribadito agli analisti l’obiettivo di massimizzare il valore e l’integrazione tra Mediobanca e Mps. Ma ha scelto di non scendere nei dettagli su come andrà avanti il progetto. Sul tavolo resta aperta la questione del possibile delisting di Piazzetta Cuccia: ogni decisione definitiva arriverà solo con il nuovo piano industriale, atteso nelle prossime settimane.

Mediobanca e Mps, l’integrazione che deve ancora decollare

Durante una conference call seguita da diversi operatori finanziari, Lovaglio ha detto che il gruppo sta accelerando il processo di integrazione con Mediobanca, puntando a un “modello operativo più specializzato”. L’obiettivo è chiaro: rafforzare entrambi i marchi facendo leva sulle loro competenze e risorse. In particolare, ha spiegato l’ad, Mediobanca diventerà “l’entità giuridica dedicata al corporate & investment banking e al private banking di fascia alta”.

Sul fronte della governance, però, molte scelte sono ancora in sospeso. Lovaglio ha chiesto agli analisti di “avere pazienza”, sottolineando che il consiglio di amministrazione non ha ancora chiuso il capitolo decisioni. “Stiamo definendo la struttura migliore per sfruttare al massimo le sinergie”, ha detto, lasciando intendere che il confronto interno è ancora acceso su diversi punti chiave.

Sinergie economiche: l’obiettivo resta ambizioso

Un punto fermo, almeno per il management, sono le sinergie economiche. Lovaglio ha confermato di puntare ai “700 milioni di sinergie previste”, cifra già annunciata in passato. Ma non si ferma qui: secondo lui, c’è anche “un margine di miglioramento”, anche se per ora non ha voluto entrare nel dettaglio su dove si potrebbero trovare risparmi o nuove opportunità.

Gli analisti, collegati da Milano e Londra, hanno insistito soprattutto sul tema del delisting di Mediobanca, voce che circola da settimane nei corridoi finanziari. Lovaglio però ha evitato di approfondire: “Il piano industriale farà chiarezza su tutto”, ha ripetuto più volte.

Uscite e clima interno: la sfida del personale

Non sono mancati riferimenti alle uscite di banchieri da Mediobanca, tema che nelle ultime settimane ha acceso qualche tensione e preoccupazione tra i dipendenti. Lovaglio ha ammesso che ci sono stati deflussi, ma ha assicurato che la situazione è “sotto controllo” grazie alle misure già adottate e a quelle in arrivo da Piazzetta Cuccia. “Abbiamo già notato i primi segnali positivi”, ha spiegato, senza però fornire numeri precisi sulle uscite o sulle nuove assunzioni.

Secondo fonti vicine alla questione, la gestione delle risorse umane resta uno degli aspetti più delicati dell’intera operazione. Alcuni sindacalisti, sentiti da alanews.it, parlano di “clima di attesa” tra i dipendenti, soprattutto nelle sedi di Milano e Siena coinvolte nella riorganizzazione.

Il futuro si decide con il piano industriale

Ora l’appuntamento più importante è la presentazione del nuovo piano industriale, prevista entro la fine del trimestre. Solo allora – spiegano fonti interne – si capirà se si andrà verso una vera e propria fusione tra i due istituti o se si sceglierà una forma più leggera di integrazione.

Intanto, a Piazza Affari, il titolo Mps ha chiuso la giornata in lieve rialzo, mentre Mediobanca è rimasta sostanzialmente stabile. Gli operatori aspettano segnali concreti prima di prendere posizione definitiva sull’operazione. “Serve chiarezza sulle tempistiche e sugli effetti reali per azionisti e dipendenti”, ha commentato un gestore milanese contattato subito dopo la call.

In sintesi, la partita tra Mps e Mediobanca resta aperta su più fronti: governance, sinergie, personale. E solo con il nuovo piano industriale si scoprirà davvero quale sarà il destino dei due storici istituti italiani.