Parigi, 10 febbraio 2026 – L’Europa è a un bivio decisivo: diventare una vera potenza globale o restare un mercato aperto e vulnerabile agli urti esterni. Lo ha detto chiaramente il presidente francese Emmanuel Macron durante un’intervista concessa a sette quotidiani europei. Un momento delicato, soprattutto con la Cina che ha raggiunto un surplus commerciale di circa 1.000 miliardi di euro con il resto del mondo. “Se continuiamo a essere un mercato aperto ai quattro venti, rischiamo di essere spazzati via”, ha avvertito Macron, insistendo sull’urgenza di una svolta strategica per il Vecchio Continente.
Cina corre, Europa deve reagire
Per Macron, i rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta hanno rappresentato un punto di partenza, ma da allora la situazione è cambiata in fretta. “La Cina ha accelerato molto”, ha detto il presidente francese, indicando il surplus commerciale cinese come una sfida diretta per l’Europa. Il rischio, secondo lui, è che l’Unione resti “il fattore di aggiustamento del mondo”, senza riuscire a influenzare davvero le dinamiche globali.
La domanda che Macron lancia è forte e chiara: “Siamo in grado di diventare una potenza, non solo economica, ma anche finanziaria, militare e democratica?”. Una questione che, a suo avviso, non si può più rimandare.
Quattro mosse per rimettere in carreggiata l’Europa
Durante l’intervista, Macron ha messo sul tavolo quattro obiettivi chiari per rilanciare la strategia europea. Primo: snellire e completare il mercato unico. “Dobbiamo fare in modo che l’Unione funzioni meglio dentro, con regole più semplici e una maggiore unione tra i Paesi”, ha spiegato.
Secondo punto: diversificare il commercio e ridurre le dipendenze accumulate negli ultimi anni. “Bisogna ricostruire le capacità europee”, ha detto Macron, citando come esempi l’internazionalizzazione dell’euro, l’arrivo dell’euro digitale e lo sviluppo di stablecoin legate alla moneta unica.
Difendere l’industria europea
Il terzo pilastro della visione di Macron è la promozione della preferenza europea. “Penso alle clausole di salvaguardia nel settore dell’acciaio”, ha precisato. L’obiettivo è semplice: mantenere settori chiave come l’auto, la chimica, l’acciaio e la difesa ben radicati nel tessuto produttivo europeo. “Bisogna che i settori europei abbiano un contenuto europeo”, ha ribadito, sottolineando che proteggere l’industria sarà una priorità nei prossimi anni.
Ultimo punto: puntare forte sugli investimenti in innovazione. “Spesso si dimentica l’importanza di investire in Europa e di dare una preferenza europea”, ha osservato Macron. Solo con ricerca e sviluppo, secondo lui, l’Europa potrà ridurre il gap con le altre potenze e ritagliarsi un ruolo da protagonista.
Tra dubbi e determinazione
Le parole di Macron arrivano in un clima di dibattito acceso all’interno dell’Unione. A Bruxelles, molti funzionari guardano con interesse alla proposta di rafforzare il mercato unico e ridurre le dipendenze. Ma non mancano i dubbi: alcuni Paesi temono che un’integrazione più spinta possa penalizzare le economie più deboli o creare tensioni tra Nord e Sud.
A Parigi, fonti vicine all’Eliseo sottolineano come la posizione di Macron rifletta una crescente preoccupazione per la perdita di competitività europea. “Non possiamo più restare fermi”, ha confidato un consigliere presidenziale ieri pomeriggio. Nei corridoi delle istituzioni europee, si respira la sensazione che il 2026 potrebbe essere un anno chiave per il futuro dell’Unione.
In questo quadro, la sfida lanciata da Macron – tra semplificazione delle regole, innovazione e difesa degli interessi strategici – arriva in un mondo sempre più competitivo. Solo così, forse, l’Europa potrà smettere di essere solo un mercato e diventare davvero una potenza in grado di dettare le regole del gioco.
