Parigi, 10 febbraio 2026 – Ieri, in un’intervista rilasciata a Le Monde e ad altri sei quotidiani europei, tra cui Il Sole 24 Ore, il presidente francese Emmanuel Macron ha tracciato la sua idea per una nuova “dottrina economica europea”. L’obiettivo è rilanciare la competitività dell’Unione nei prossimi mesi. Per farlo, Macron guarda a due appuntamenti decisivi: il vertice sull’industria europea ad Anversa e il prevertice dei 27 capi di Stato e di governo sulla competitività europea, in programma giovedì in Belgio.
Macron punta su un debito comune per difesa e intelligenza artificiale
Nel corso dell’intervista, Macron ha lanciato un messaggio chiaro: serve un debito comune europeo per finanziare la difesa e l’intelligenza artificiale. “L’Europa ha davanti tre sfide decisive – ha detto – la sicurezza e la difesa, le tecnologie della transizione ecologica e l’intelligenza artificiale, senza dimenticare il quantico”. Su questi fronti, ha aggiunto, “investiamo molto meno rispetto a Cina e Stati Uniti”.
Il rischio, ha avvertito il presidente francese, è concreto: “Se l’Unione non muove un passo nei prossimi tre-cinque anni, rischia di essere tagliata fuori da questi settori”. Macron ha sottolineato l’importanza di evitare che il peso degli investimenti gravi solo sui singoli Stati. “Dobbiamo fare squadra, investire insieme – ha spiegato – altrimenti il mercato interno si frammenta ancora di più”.
Le cifre: fino a 1.200 miliardi di euro all’anno
A sostegno della sua proposta, Macron ha citato le stime di Mario Draghi, ex presidente della BCE, secondo cui per sostenere le tecnologie verdi e digitali servirebbero circa 800 miliardi di euro all’anno tra investimenti pubblici e privati. “Se aggiungiamo difesa e sicurezza – ha precisato Macron – si arriva a circa 1.200 miliardi all’anno”.
Una cifra enorme, che secondo Macron va affrontata con strumenti finanziari comuni. “Non possiamo lasciare che ogni Paese vada per conto suo – ha detto ai giornalisti – così facendo allarghiamo solo le differenze tra gli Stati membri”.
Competitività europea sotto i riflettori
Il tema della competitività europea sarà il fulcro del prevertice di giovedì in Belgio. Fonti dell’Eliseo spiegano che Macron intende presentare la sua dottrina già in quella sede, per poi rilanciarla ufficialmente ad Anversa nelle settimane seguenti. L’obiettivo è chiaro: “Evitare che l’Europa resti indietro rispetto ai grandi blocchi mondiali”, ha ribadito il presidente.
Non è la prima volta che Macron spinge per più integrazione economica e finanziaria nell’Unione. Nei mesi scorsi aveva già chiesto una revisione delle regole fiscali europee e più flessibilità sugli investimenti strategici. Ma oggi, con la tensione geopolitica e la corsa globale alle nuove tecnologie, il tema si fa ancora più urgente.
Reazioni cautelative e prospettive incerte
Le prime reazioni, raccolte tra Bruxelles e Berlino, sono state prudenti. Alcuni diplomatici ammettono la necessità di un “salto di qualità” negli investimenti comuni, ma restano dubbi sulla possibilità politica di un nuovo debito condiviso. “Serve un consenso ampio – ha spiegato un funzionario tedesco – e non tutti i Paesi sono pronti a fare questo passo”.
Anche a Parigi il dibattito è acceso. Laurence Boone, ex segretaria di Stato agli Affari europei, ha detto che “l’Europa deve scegliere se restare spettatrice o diventare protagonista nella sfida globale su difesa e tecnologia”. Parole che trovano eco tra gli industriali francesi, preoccupati dalla concorrenza asiatica e americana.
Verso una nuova stagione per l’Europa?
La proposta di Macron arriva in un momento delicato per l’Unione Europea, alle prese con la revisione del Patto di Stabilità e le pressioni per una maggiore autonomia strategica. Nei prossimi mesi, tra i tavoli di Bruxelles e le piazze delle capitali, il tema del debito comune Ue tornerà al centro del dibattito politico.
Solo allora si capirà se la dottrina economica lanciata dal presidente francese riuscirà davvero a cambiare il passo dell’Europa. Per ora, resta la sfida: mettere insieme risorse comuni per non perdere terreno nella corsa globale su difesa e innovazione.
