Meloni: l’Italia difenderà sempre la verità sulla storia delle foibe

Meloni: l'Italia difenderà sempre la verità sulla storia delle foibe

Meloni: l'Italia difenderà sempre la verità sulla storia delle foibe

Matteo Rigamonti

Febbraio 10, 2026

Roma, 10 febbraio 2026 – Oggi in tutta Italia si celebra il Giorno del Ricordo, la giornata dedicata a commemorare le vittime delle foibe e l’esodo forzato degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Una ferita della nostra storia che per troppo tempo è rimasta nascosta, lontana dalla memoria comune. “Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani hanno scelto di lasciare tutto pur di non perdere la propria identità”, ha scritto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio pubblicato questa mattina su X.

Giorno del Ricordo: una ferita che non si può dimenticare

La legge che ha istituito il Giorno del Ricordo risale al 2004. Ogni 10 febbraio l’Italia si ferma per guardare a una pagina dolorosa, che ha segnato famiglie e comunità intere. Le foibe, grotte naturali dove tra il 1943 e il 1947 sono stati gettati migliaia di italiani, sono diventate il simbolo di questa tragedia spesso dimenticata. Secondo le stime dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, le vittime certe sono almeno 4.500, anche se il numero reale potrebbe essere più alto. A queste si aggiungono oltre 250mila esuli che, tra il 1945 e il 1956, hanno lasciato le loro case per sfuggire alle persecuzioni del regime jugoslavo.

Le parole della premier: “Guardare in faccia la verità”

Nel suo messaggio, la premier Meloni ha ricordato che questa giornata serve a “guardare in faccia la verità”, senza cedere ai tentativi di negare o minimizzare quei fatti. “La Nazione non deve avere paura di affrontare quella verità, respingendo ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista”, ha scritto la presidente del Consiglio. Il ricordo, ha aggiunto, “non è rancore, ma giustizia”. Un invito forte a costruire una memoria condivisa che unisca e rafforzi il senso di comunità.

Le iniziative in tutta Italia

Anche quest’anno il Governo e gli enti locali hanno promosso numerose iniziative per il Giorno del Ricordo. A Roma, la cerimonia ufficiale si è tenuta al Quirinale, con la presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, dei rappresentanti delle associazioni degli esuli e delle autorità civili e militari. In molte scuole, insegnanti e studenti hanno dedicato lezioni e momenti di riflessione alle foibe e all’esodo. Tra gli eventi più significativi spicca il “Treno del Ricordo”, un convoglio speciale che attraverserà l’Italia da Nord a Sud, ripercorrendo idealmente il viaggio degli esuli giuliano-dalmati.

Una storia che riguarda tutti

“La storia delle foibe non è solo quella di una zona di confine o del popolo giuliano-dalmata. È la storia dell’Italia tutta. Di ognuno di noi”, ha rimarcato Meloni. Un messaggio raccolto anche dalle associazioni degli esuli, che da anni chiedono più attenzione e riconoscimento per chi ha vissuto la perdita della casa e delle radici. “Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo lasciarlo cadere”, ha concluso la premier.

Memoria e futuro: il ruolo delle nuove generazioni

Negli ultimi anni l’impegno si è concentrato soprattutto su come trasmettere questa memoria ai giovani. In molte scuole italiane si organizzano incontri con testimoni dell’esodo e con storici che hanno ricostruito quei fatti. “Solo conoscendo la verità si può costruire una società più giusta”, ha spiegato ieri il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara durante una visita al Liceo Mamiani di Roma. Gli studenti hanno ascoltato in silenzio i racconti degli anziani esuli, alcuni ancora in possesso di fotografie ingiallite e lettere scritte di fretta prima della partenza.

Ricordare per non dimenticare

Il ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata resta un tema delicato, spesso al centro di dibattiti pubblici e studi storici. Ma come ha sottolineato Meloni, “l’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata”. Le celebrazioni di oggi – tra cerimonie ufficiali, mostre fotografiche e incontri – segnano un passo avanti verso una memoria più consapevole. Una memoria che non guarda solo al passato, ma che vuole costruire il futuro del Paese.