Mps registra un utile record di 3,04 miliardi e annuncia dividendi da 2,6 miliardi

Mps registra un utile record di 3,04 miliardi e annuncia dividendi da 2,6 miliardi

Mps registra un utile record di 3,04 miliardi e annuncia dividendi da 2,6 miliardi

Matteo Rigamonti

Febbraio 10, 2026

Milano, 10 febbraio 2026 – Monte dei Paschi di Siena chiude il 2025 con un utile netto di gruppo che vola a 3,036 miliardi di euro, in netto rialzo rispetto agli 1,95 miliardi dell’anno prima. Il dato, reso noto ieri sera dalla sede centrale di Rocca Salimbeni, beneficia soprattutto del consolidamento di Mediobanca nell’ultimo trimestre, nonostante gli effetti negativi della cosiddetta “ppa” (l’allocazione del prezzo di acquisto). Il Consiglio di amministrazione ha proposto agli azionisti una cedola da 0,86 euro per azione, per un totale dividendi che supera i 2,6 miliardi di euro, con un rendimento intorno al 10%.

Utile in crescita e dividendi da record

L’utile netto è stato definito da fonti interne “un chiaro segnale di solidità e capacità di creare valore, anche in una fase di grande cambiamento”. Il consolidamento di Mediobanca, entrata nel gruppo solo nell’ultimo trimestre del 2025, ha dato una spinta importante ai conti, compensando in parte l’impatto della “ppa” che aveva pesato sui trimestri precedenti. “Abbiamo lavorato per garantire stabilità e buoni ritorni agli azionisti”, ha spiegato un dirigente vicino alla vicenda.

La proposta di una cedola da 0,86 euro è stata accolta con entusiasmo dagli investitori. Il totale dei dividendi supera i 2,6 miliardi, una cifra che non si vedeva da tempo nel settore bancario italiano. Il dividend yield al 10% – calcolato sul prezzo medio delle azioni nel 2025 – è tra i più alti tra le banche europee più importanti. Un segnale chiaro: la banca vuole premiare la fiducia dei soci dopo una lunga fase di ristrutturazioni.

Mediobanca integrata, nuovo piano industriale in arrivo

L’operazione con Mediobanca, annunciata l’anno scorso e chiusa a fine settembre, comincia a dare i suoi frutti. La banca ha comunicato che “le attività per integrare completamente i due istituti hanno accelerato nell’ultimo trimestre”. L’obiettivo è “sfruttare al massimo le sinergie industriali annunciate”, si legge nella nota diffusa ieri.

Il prossimo appuntamento importante è il 27 febbraio, quando sarà presentato il nuovo piano industriale legato proprio all’unione con Mediobanca. Fonti vicine al Consiglio parlano di un focus “sulla creazione di valore per tutti gli stakeholder”, con particolare attenzione a migliorare l’efficienza e innovare i servizi. “Stiamo costruendo un gruppo che vogliamo leader nel panorama finanziario europeo”, ha confidato un manager coinvolto.

Mercato in fermento, cosa aspettarsi

La pubblicazione dei risultati ha acceso subito la Borsa. Stamattina il titolo Mps ha aperto in rialzo, superando i 9 euro per azione nei primi scambi. Gli operatori hanno sottolineato come il dividendo proposto sia “un elemento molto attraente”, soprattutto in un momento di tassi ancora alti e mercati internazionali volatili.

Gli analisti delle principali case d’investimento, tra cui Equita e Mediobanca Securities, hanno rivisto al rialzo le stime sugli utili futuri. “Ora la vera sfida è realizzare le sinergie promesse e continuare a far crescere gli utili anche nel 2026”, osserva un gestore milanese. Restano però alcune incognite: integrare due realtà storiche come Mps e Mediobanca richiederà tempo e investimenti, soprattutto sul fronte della tecnologia e della governance.

Un biennio di grandi cambiamenti

Il bilancio 2025 arriva dopo due anni di grandi trasformazioni per il gruppo senese. Dopo un periodo difficile, segnato da aumenti di capitale e interventi pubblici, la banca sembra aver trovato una strada positiva. La scelta di puntare sull’integrazione con Mediobanca, un pezzo storico della finanza italiana, è vista come una scommessa sulla crescita e sulla diversificazione delle entrate.

“Solo allora potremo parlare davvero di svolta”, commenta un ex dirigente Mps, ricordando come la storia dell’istituto sia stata spesso segnata da bruschi cambi di rotta. Per ora, però, i numeri danno ragione al management: utile in crescita, dividendi ai massimi e una nuova stagione che parte con l’integrazione al centro. Nei prossimi mesi si vedrà se la scommessa funzionerà anche sul piano operativo.