Oro in discesa: il prezzo spot scivola a 5.026 dollari

Oro in discesa: il prezzo spot scivola a 5.026 dollari

Oro in discesa: il prezzo spot scivola a 5.026 dollari

Giada Liguori

Febbraio 10, 2026

Milano, 10 febbraio 2026 – Questa mattina, il prezzo dell’oro ha subito un nuovo calo sui principali mercati delle materie prime, attirando l’attenzione di trader e investitori. Alle 9.30, ora italiana, il Gold spot – cioè il metallo prezioso con consegna immediata – veniva scambiato a 5.026,54 dollari l’oncia, in calo dello 0,62% rispetto alla chiusura di venerdì. Anche i futures con consegna ad aprile sul Comex di New York hanno seguito la stessa direzione, a 5.047,90 dollari l’oncia, con una perdita identica. Non si è salvato nemmeno l’argento, che ha lasciato sul terreno l’1,54%, a 80,97 dollari l’oncia per la consegna a marzo.

Oro e argento in calo: i numeri della mattina

Quello che balza all’occhio è la discesa dei prezzi, sia per l’oro spot sia per i contratti a termine. I dati di Bloomberg raccontano di una mattinata iniziata all’insegna della prudenza tra gli investitori, anche a causa della chiusura negativa delle borse asiatiche. “Il mercato sta reagendo alle ultime indicazioni della Federal Reserve sui tassi d’interesse”, ha spiegato un analista di Intesa Sanpaolo, raggiunto telefonicamente poco dopo l’avvio degli scambi. La flessione dello 0,62% sull’oro, pur contenuta, conferma una fase di volatilità che dura dall’inizio di febbraio.

Per l’argento, invece, il calo è stato più netto: -1,54% nella prima ora di contrattazioni. Il contratto con consegna a marzo si è portato a 80,97 dollari l’oncia. Un movimento che riflette la maggiore sensibilità del metallo grigio alle oscillazioni dei mercati industriali e alle aspettative sulla domanda globale.

Cosa pesa sul prezzo dell’oro: tassi e dollaro forte

Dietro il ribasso dell’oro ci sono diversi fattori. In primo piano c’è la possibilità che i tassi d’interesse restino alti negli Stati Uniti ancora a lungo. Jerome Powell, presidente della Fed, ha ribadito nei giorni scorsi che “non ci sono segnali per un taglio imminente”, lasciando intendere che la stretta monetaria potrebbe continuare almeno fino all’estate. Questo scenario rafforza il dollaro e rende meno conveniente investire nei metalli preziosi, che di solito sono un rifugio quando c’è incertezza.

“Il dollaro forte pesa sulle quotazioni dell’oro”, ha confermato un trader della City di Londra contattato da alanews.it. “Gli investitori preferiscono aspettare segnali più chiari prima di puntare di nuovo sui beni rifugio”. Solo allora, forse, potremo vedere una vera inversione di rotta.

Mercati in attesa, prospettive caute

Nei desk delle principali banche d’affari europee si respira prudenza. A Piazza Affari, il settore minerario ha aperto in lieve calo, mentre a Francoforte e Londra le società legate ai metalli preziosi hanno segnato perdite contenute. “Non ci aspettiamo scossoni nel breve periodo”, ha detto un gestore di fondi milanese. Ma tra gli operatori resta alta l’attenzione per le prossime mosse delle banche centrali.

Secondo il World Gold Council, la domanda globale di oro fisico potrebbe rallentare nei primi mesi del 2026, anche per la forza del dollaro e il calo delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Tuttavia, alcuni analisti non escludono rimbalzi improvvisi se dovessero arrivare nuovi shock sui mercati finanziari.

L’occhio sull’Asia e gli investitori italiani

In Asia, la settimana è partita con scambi bassi: a Shanghai e Hong Kong l’oro ha seguito il trend occidentale, mentre a Tokyo il mercato è rimasto praticamente fermo. “Gli investitori asiatici stanno guardando con attenzione i dati sull’inflazione americana”, ha spiegato un economista della Bank of China.

Intanto, anche i piccoli risparmiatori italiani seguono con interesse il movimento del prezzo dell’oro. In alcune filiali bancarie del centro di Milano, questa mattina si sono viste richieste di informazioni su lingotti e monete d’oro per investimento. “C’è chi ha paura di nuove turbolenze e cerca sicurezza”, ha raccontato un consulente finanziario.

La giornata si chiude quindi all’insegna della prudenza. Tutti gli occhi restano puntati sulle prossime mosse della Fed e sull’andamento dei mercati valutari. Per ora, il metallo giallo sembra destinato a restare sotto pressione, almeno fino a nuovi segnali dall’economia globale.