Los Angeles, 10 febbraio 2026 – Paul Thomas Anderson ha messo le mani sul premio più ambito della Directors Guild of America sabato sera, segnando un passo decisivo verso gli Oscar con il suo film ‘Una Battaglia dopo l’altra’. La cerimonia al Beverly Hilton Hotel ha visto il regista californiano ricevere il riconoscimento direttamente da Leonardo DiCaprio, protagonista del film, rafforzando così la posizione della pellicola come una delle favorite della stagione.
Il DGA, un vero termometro per gli Oscar
Il premio della Directors Guild of America è da sempre uno degli indizi più affidabili per capire chi porterà a casa l’Oscar per la miglior regia. Dal 1948 a oggi, solo otto volte le scelte della DGA e dell’Academy non hanno coinciso. “Questo onore lo sento come un premio per tutta la squadra”, ha detto Anderson sul palco, visibilmente emozionato. Il regista aveva già messo in bacheca il Golden Globe e il Critics Choice Award per lo stesso lavoro, rafforzando la sua corsa verso il 15 marzo, giorno della notte degli Oscar.
Un ricordo che va oltre il premio
Nel suo discorso di ringraziamento, Anderson ha voluto dedicare un pensiero speciale a Adam Somner, storico assistente alla regia, scomparso alla fine del 2024 dopo una lunga malattia. “Adam era il cuore pulsante del set, senza di lui questo film non sarebbe stato lo stesso”, ha detto rivolto a colleghi e amici in sala. Un silenzio carico di emozione ha accompagnato le sue parole, mentre DiCaprio, seduto in prima fila, annuiva con lo sguardo basso.
I protagonisti della serata sul palco
La serata DGA ha visto salire sul palco anche gli altri candidati al premio: oltre ad Anderson, c’erano Ryan Coogler con ‘I peccatori – Sinners’, presentato da Michael B. Jordan; Guillermo del Toro con ‘Frankenstein’, introdotto da Jacob Elordi; Josh Safdie con ‘Marty Supreme’, accompagnato da Timothée Chalamet; e Chloé Zhao con ‘Hamnet’, presentata da Steven Spielberg. Per gli Oscar, però, la rosa cambia: fuori Del Toro, dentro il norvegese Joachim Trier, regista di ‘Sentimental Value’, già in gara anche come miglior film.
Televisione in primo piano: Marsalis e ‘The Pitt’
Sul fronte tv, la DGA ha premiato Amanda Marsalis per la regia dell’episodio ‘6:00 PM’ del medical drama ‘The Pitt’, confermando quanto già riconosciuto dalla critica internazionale. “Raccontare storie che parlano di vita vera è sempre una sfida”, ha detto Marsalis dietro le quinte, stringendo la medaglia DGA tra le mani.
Commedie e ricordi: Rogen e Goldberg per ‘The Studio’
Nella categoria commedia, il premio è andato a Seth Rogen ed Evan Goldberg per l’episodio ‘The Oner’ della serie ‘The Studio’, un altro successo dopo l’Emmy conquistato a settembre. I due hanno voluto dedicare il riconoscimento a Catherine O’Hara, attrice canadese e volto della serie, scomparsa pochi giorni fa. “Siamo cresciuti guardando Catherine – ci ha insegnato che si può essere brillanti e gentili insieme”, ha detto Goldberg, la voce rotta dall’emozione.
DGA e Oscar: un legame che non si spezza
La storia dei premi DGA è chiara: chi vince qui spesso porta a casa anche l’Oscar. Lo scorso anno toccò a Sean Baker con ‘Anora’, premiato poi con quattro statuette dall’Academy. L’ultima volta che è andata diversamente è stato nel 2019, quando Sam Mendes fu superato da Bong Joon Ho e il suo ‘Parasite’. Quest’anno, con Anderson in testa e la stagione dei premi ancora aperta, l’attesa è alle stelle. “Non c’è nulla di certo fino all’ultimo”, ha ammesso un produttore presente alla cerimonia. Ma la strada verso l’Oscar sembra ormai tracciata.
