Rapina al portavalori: la drammatica fuga dei rapinatori a bordo dell’auto di una studentessa

Rapina al portavalori: la drammatica fuga dei rapinatori a bordo dell'auto di una studentessa

Rapina al portavalori: la drammatica fuga dei rapinatori a bordo dell'auto di una studentessa

Matteo Rigamonti

Febbraio 10, 2026

Lecce, 10 febbraio 2026 – Un assalto armato a un portavalori ha sconvolto la mattinata sulla superstrada tra Lecce e Brindisi, poco dopo le 8. Nel mezzo del caos è rimasta coinvolta anche una giovane studentessa universitaria. Era in auto, diretta all’università per un esame, quando alcuni rapinatori l’hanno costretta a scendere. Hanno poi preso la sua macchina per fuggire e far perdere le tracce.

Assalto in pieno giorno: violenza da guerra sulla statale

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli, non ha usato mezzi termini: si è trattato di una “rapina in stile paramilitare”. Dalle prime ricostruzioni dei carabinieri è emerso che il commando, formato da almeno sei uomini armati e con il volto coperto, ha bloccato la strada statale 613, all’altezza dello svincolo per Torchiarolo. Tra auto e mezzi pesanti fermi, gli automobilisti sono rimasti bloccati mentre i malviventi assaltavano il portavalori della società Ivri.

Testimoni parlano di “raffiche di colpi”. Alcuni video amatoriali mostrano automobilisti che si buttano a terra o cercano riparo dietro i guardrail. “Sembrava di essere in guerra”, ha raccontato una donna ancora tremante, che viaggiava su una Fiat Punto blu.

Sparatoria e inseguimento: la fuga sotto il fuoco dei carabinieri

Durante l’assalto i rapinatori hanno sparato contro una pattuglia dei carabinieri arrivata sul posto. Un proiettile ha attraversato l’abitacolo dell’auto di servizio, senza ferire gli agenti. Non solo: un altro mezzo delle forze dell’ordine, con un militare in borghese a bordo, è stato speronato mentre la banda cercava di scappare.

La giovane studentessa, secondo gli investigatori, è stata fermata da due uomini armati che l’hanno fatta scendere dalla sua utilitaria grigia. “All’inizio non capivo cosa stesse succedendo – ha detto ai carabinieri – poi ho visto le pistole e sono scappata”. I rapinatori hanno così usato la sua macchina per fuggire, lasciandosi dietro bossoli e vetri rotti.

Le reazioni e le indagini: arresti e controlli serrati

Il presidente Matarrelli ha espresso “vicinanza alla studentessa e ai carabinieri intervenuti che, con grande coraggio, hanno affrontato il commando rischiando la vita”. Ha parlato di “un atto di violenza inaudita, che ha messo in pericolo cittadini, forze dell’ordine e vigilantes”.

Fonti della Procura di Lecce confermano che alcuni presunti membri della banda sono già stati arrestati. Le indagini continuano senza sosta: si stanno visionando i filmati delle telecamere lungo la statale e raccogliendo le testimonianze di chi era in strada. Sul posto sono arrivati anche gli artificieri, per controllare la presenza di eventuali ordigni abbandonati durante la fuga.

La sicurezza sotto assedio: “Non possiamo abbassare la guardia”

“Azioni come questa colpiscono la sicurezza di tutti e non possono essere sottovalutate”, ha ribadito Matarrelli. “Gli arresti dimostrano che lo Stato risponde subito e con fermezza, con forze dell’ordine e magistratura pronte a combattere criminali che usano metodi da guerra sulle nostre strade”.

Nelle prossime ore la Prefettura e la Questura di Lecce faranno nuovi aggiornamenti. Intanto, la superstrada è rimasta chiusa fino alle 13 per i rilievi e la rimozione dei mezzi coinvolti. La studentessa, ancora sotto choc ma illesa, è stata accompagnata dai familiari in caserma per raccontare quello che ha vissuto.