Rivoluzione nella mobilità urbana: Uber e itTaxi rinnovano la loro alleanza

Rivoluzione nella mobilità urbana: Uber e itTaxi rinnovano la loro alleanza

Rivoluzione nella mobilità urbana: Uber e itTaxi rinnovano la loro alleanza

Giada Liguori

Febbraio 10, 2026

Milano, 10 febbraio 2026 – Uber e itTaxi, il più grande network di tassisti in Italia, hanno confermato oggi il rinnovo della loro partnership strategica per altri cinque anni, proseguendo così una collaborazione iniziata nel 2022. La scelta arriva dopo tre anni di crescita costante, con numeri che, secondo le due società, dimostrano un impatto concreto sull’intero settore dei taxi.

Numeri in crescita e un servizio che prende piede

Da quando hanno unito le forze, gli utenti hanno fatto oltre 20 milioni di richieste di taxi tramite l’app Uber. Solo nell’ultimo anno, i viaggi prenotati in Italia con la piattaforma sono saliti di circa il 40%. Un dato che, per chi guida il progetto, è la prova che il servizio riesce a intercettare una domanda sempre più ampia. “I risultati del primo triennio confermano la forza dell’accordo”, si legge nel comunicato diffuso questa mattina.

Il servizio è attivo in circa 50 comuni italiani, con città come Milano, Roma, Napoli, Firenze, Palermo, Venezia e tante altre. In questi centri, Uber e itTaxi hanno cambiato le abitudini di chi si muove, sia residenti sia turisti, offrendo un modo digitale e semplice per prenotare il taxi.

Vantaggi chiari per tassisti e utenti

Le due aziende sottolineano come la partnership abbia portato benefici concreti anche agli autisti iscritti al network itTaxi. In particolare, grazie alla riduzione dei tempi morti tra una corsa e l’altra, i tassisti riescono a lavorare meglio e a organizzare i turni con più efficienza. “Abbiamo visto crescere il numero di autisti che scelgono di entrare nel network”, ha spiegato un portavoce di itTaxi, che ha anche sottolineato come il servizio stia attirando clienti sia italiani sia stranieri.

Un altro punto importante riguarda la commissione che Uber applica sulle corse taxi, rimasta invariata per tutta la durata della collaborazione. Un segnale di stabilità e trasparenza, dicono le aziende, fondamentale per mantenere un rapporto di fiducia con i tassisti. “Chiarezza sulle condizioni economiche è fondamentale”, ha aggiunto la stessa fonte.

Un impatto positivo sul settore e uno sguardo al futuro

L’intesa tra Uber e itTaxi è vista dagli addetti ai lavori come un esempio di come la tecnologia possa integrarsi con i servizi tradizionali, senza snaturarli. “Non si tratta di sostituire il taxi classico, ma di renderlo più accessibile”, spiega un tassista milanese incontrato in piazza Duomo poco dopo l’annuncio. La possibilità di prenotare con un’app è una risposta concreta alle esigenze di velocità e praticità di una clientela sempre più digitale.

La collaborazione ha anche aperto le porte a molti clienti internazionali, abituati a muoversi con app digitali. “Molti turisti scelgono il taxi proprio perché possono prenotarlo con un click”, racconta un autista romano, che ha notato un aumento delle corse verso aeroporti e stazioni negli ultimi mesi.

Dove funziona il servizio e come si sta diffondendo

Oggi il servizio copre numerosi capoluoghi di provincia: da Bergamo a Cagliari, da Catania a Trieste, passando per città come Como, Lodi, Monza, Salerno, Nuoro, Oristano, Olbia, Padova, Pescara, Pisa, Siena, Siracusa, Trapani e Vicenza. In tutti questi luoghi, la piattaforma ha reso il servizio taxi più visibile e accessibile, anche nelle ore meno frequentate.

Le prime stime parlano di una crescita del numero di corse prenotate tramite app che non accenna a rallentare. “Il trend è positivo e ci aspettiamo che continui nei prossimi anni”, ha detto un dirigente Uber durante una breve telefonata.

Un modello che punta avanti

Il rinnovo tra Uber e itTaxi segna una tappa importante nella digitalizzazione del trasporto pubblico non di linea in Italia. Ora, le due società vogliono allargare ancora di più la copertura e introdurre nuove funzioni per migliorare l’esperienza degli utenti. “Siamo solo all’inizio”, ha concluso il portavoce Uber. Eppure, già oggi – tra smartphone che vibrano e tassametri che scattano – il taxi italiano sembra aver trovato una strada nuova.