Umberto Eco: una maratona web per raccontare il suo mondo

Umberto Eco: una maratona web per raccontare il suo mondo

Umberto Eco: una maratona web per raccontare il suo mondo

Matteo Rigamonti

Febbraio 10, 2026

Bologna, 10 febbraio 2026 – A dieci anni dalla morte di Umberto Eco, la famiglia, la Fondazione Umberto Eco e la Fondazione Bottega Finzioni hanno lanciato oggi un’iniziativa che guarda lontano: una maratona digitale di 24 ore, chiamata “Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto”. Si parte il 18 febbraio a mezzogiorno. L’evento andrà in streaming sui canali YouTube delle due fondazioni e chiuderà un decennio di silenzio voluto dallo stesso Eco. Sarà un momento di confronto aperto, per lettori, studiosi e protagonisti della cultura mondiale.

Un giro del mondo in 24 ore

La maratona finirà il 19 febbraio, sempre a mezzogiorno ora italiana. L’idea è quella di un vero e proprio viaggio intorno al mondo. Si parte dall’Isola di Taveuni, nelle Fiji, proprio lungo il 180° meridiano. Un punto scelto con cura. È qui che Eco aveva lavorato al romanzo “L’isola del giorno prima”, dove la linea del cambio data diventa una metafora tra ieri e oggi. “Abbiamo voluto cominciare dove il giorno nasce per primo, un omaggio al suo modo di vedere il tempo e lo spazio”, ha spiegato la presidente della Fondazione Bottega Finzioni, Elisabetta Sgarbi.

Dieci anni di silenzio, ora si parla

La data non è casuale: il 19 febbraio segna i dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco, morto nel 2016. Per volontà sua, fino a oggi la famiglia e le istituzioni hanno mantenuto un discreto silenzio sulle sue opere e sulla sua figura. Ora, con questa maratona digitale, si apre un nuovo capitolo. “Eco aveva chiesto dieci anni di silenzio per far sedimentare le sue idee. Ora ci sentiamo pronti a riprendere il discorso”, ha detto la figlia Carla Eco.

Lettori, studiosi e grandi nomi della cultura insieme

L’evento coinvolgerà non solo esperti e personaggi di spicco – tra i primi a partecipare ci sono Salman Rushdie, Jean-Claude Carrière e la semiologa Patrizia Violi – ma anche i semplici lettori. Chiunque potrà mandare un video-ricordo all’indirizzo marathon@fondazioneumbertoeco.org. I contributi scelti saranno trasmessi in diretta, alternandosi agli interventi dei relatori. “Vogliamo che questa sia una festa della parola e del pensiero, non una commemorazione”, ha sottolineato il direttore della Fondazione Umberto Eco, Stefano Bartezzaghi.

Un’eredità che abbraccia tutti i continenti

La maratona seguirà idealmente il cammino del sole, da est a ovest, dando spazio a testimonianze da ogni parte del mondo. Dall’Asia all’Europa, dalle Americhe all’Africa: ogni paese che ha incrociato la vita o l’opera di Umberto Eco sarà rappresentato. “Eco è stato un ponte tra culture. Questa iniziativa vuole mostrare quanto il suo pensiero sia davvero globale”, ha detto Bartezzaghi durante la presentazione a Bologna.

Un invito aperto a tutti

La diretta sarà gratuita e si potrà seguire sui canali YouTube delle fondazioni. Gli organizzatori invitano chiunque abbia conosciuto o amato Eco a condividere un ricordo personale: “Non importa se è una riflessione accademica o un aneddoto privato – ha detto Sgarbi – quello che conta è la voce collettiva”. L’obiettivo è creare un mosaico di memorie che racconti la complessità e l’attualità dell’autore de “Il nome della rosa”.

Un anniversario proiettato al futuro

Con questa maratona, Bologna – città che Eco ha scelto come sua casa e sede della sua fondazione – diventerà per 24 ore il cuore di una conversazione mondiale. Un modo per ricordare non solo il passato, ma anche per tenere viva l’eredità di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento. “Eco ci ha insegnato a non smettere mai di porci domande”, ha concluso Bartezzaghi. Forse è proprio questo spirito che illuminerà la lunga notte del 18 febbraio: una veglia collettiva tra pagine e idee di chi ha saputo parlare al mondo intero.