Artizzu (Sogin): il 2029 segna l’inizio del cantiere per il deposito nucleare

Artizzu (Sogin): il 2029 segna l'inizio del cantiere per il deposito nucleare

Artizzu (Sogin): il 2029 segna l'inizio del cantiere per il deposito nucleare

Giada Liguori

Febbraio 11, 2026

Roma, 11 febbraio 2026 – Il deposito nazionale delle scorie nucleari diventerà realtà entro il 2029, con la consegna finale prevista per il 2039. A dirlo oggi è stato Gianluca Artizzu, amministratore delegato di Sogin, durante l’audizione davanti alle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, impegnate a discutere il disegno di legge quadro sul nucleare. “Sono convinto che il processo sia ormai avviato e che il cantiere aprirà davvero nel 2029”, ha detto Artizzu, sottolineando come la società pubblica sia pronta da tempo a partire.

Il deposito nucleare: un traguardo ormai vicino

Per l’ad di Sogin la realizzazione del deposito nucleare non è più un’idea lontana. “Noi siamo pronti da 11 anni, mancavano solo alcune firme e ora sono arrivate”, ha spiegato, lasciando intendere che gli ultimi ostacoli burocratici sono stati superati. Il progetto, ha aggiunto, “è avviato su basi solide”, grazie al lavoro congiunto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin) e la stessa Sogin.

Nel frattempo, però, si è dovuto ricorrere a soluzioni di emergenza. “Abbiamo dovuto costruire altri depositi locali”, ha ammesso Artizzu. Oggi sono attivi 33 depositi: 23 per rifiuti a bassa e bassissima intensità, 10 per quelli a media intensità. Per il combustibile esausto, invece, si fa affidamento su due siti: il Deposito Avogadro (in affitto) e quello di Rotondella, in provincia di Matera.

Legge quadro e futuro energetico: il nucleare torna in gioco

Il disegno di legge sul ritorno al nucleare, presentato dal governo, ha ricevuto il via libera di Sogin. “È un testo ben fatto, non abbiamo rilievi particolari”, ha detto l’amministratore delegato. Secondo lui, l’autonomia energetica dell’Italia potrà fare un salto in avanti grazie al rilancio del nucleare. “L’Europa sulle tecnologie nucleari è autonoma al 90%. I costi sono competitivi, nonostante quel che si sente in giro”, ha spiegato ai deputati.

Nel dibattito pubblico, però, resta aperto il tema dei tempi e dei costi. “La critica che sento spesso è che il nucleare arriverà troppo tardi”, ha riconosciuto Artizzu. Ma anche un ingresso graduale, ha sottolineato, farà la differenza: “Sarà comunque utile, perché il mondo andrà avanti anche dopo il 2050”.

Energie e sfide: investire per il lungo periodo

Guardando avanti, Artizzu ha evidenziato come l’investimento sul nucleare sia una scelta pensata per durare nel tempo. Le infrastrutture avranno una vita stimata tra i 60 e gli 80 anni. “Serve per garantire energia alle generazioni future”, ha detto. Il raddoppio del consumo di energia previsto entro il 2050, ha aggiunto, potrebbe non bastare per sostenere lo sviluppo dei dati e dell’intelligenza artificiale.

Resta centrale il tema della gestione delle scorie. Secondo Sogin, il deposito nazionale permetterà di superare l’attuale frammentazione, riducendo rischi e costi. Ma la scelta definitiva del sito è ancora aperta: il governo ha avviato un percorso di consultazione pubblica che dovrà tenere conto delle richieste delle comunità interessate.

Prossimi passi e reazioni: il nucleare sotto la lente

La discussione in Parlamento sul disegno di legge quadro andrà avanti nelle prossime settimane. Alcuni deputati hanno chiesto più chiarezza sui tempi concreti di realizzazione e sulle garanzie per la sicurezza dei cittadini. “Il processo è trasparente e sarà monitorato passo dopo passo dagli enti competenti”, ha assicurato Artizzu.

Nel frattempo, le attività proseguono nei depositi temporanei come Rotondella e il Deposito Avogadro, sotto la vigilanza dell’Isin. La partita del nucleare in Italia entra così in una nuova fase, tra promesse di autonomia energetica e questioni ancora aperte sulla gestione delle scorie e sull’accettazione da parte delle comunità locali.