Bologna, 11 febbraio 2026 – Nella notte tra domenica e lunedì, a Bologna si è registrato un nuovo episodio di sabotaggio ferroviario. Qualcuno ha tagliato dei cavi lungo la linea di cintura, un tratto cruciale soprattutto per i treni merci che attraversano la periferia nord della città. L’intervento è arrivato poche ore dopo un altro danneggiamento a Castel Maggiore. Fortunatamente, non ci sono state interruzioni nel traffico, ma l’allarme ha fatto scattare subito controlli serrati da parte delle forze dell’ordine e dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana.
Sabotaggio sulla linea merci: scattano le indagini
Gli investigatori hanno scoperto il taglio dei cavi ferroviari intorno alle 2.30 di notte, durante un controllo di routine. La zona colpita si trova sulla cosiddetta linea di cintura, che collega est e ovest della città senza passare per la stazione centrale. “Il danneggiamento è stato mirato, ma per fortuna non ha causato problemi al traffico”, ha spiegato un tecnico sul posto all’alba.
Anche se meno visibile rispetto alle linee dell’alta velocità, questa tratta è vitale per il trasporto merci e la logistica. Non sorprende quindi che l’episodio abbia sollevato preoccupazioni tra gli addetti ai lavori. “È un’infrastruttura delicata”, ha detto un funzionario della Polfer, “e ogni attacco rischia di creare disagi a tutta la filiera”.
Castel Maggiore, il precedente che allarma
Il sabotaggio di stanotte arriva a meno di 48 ore da quello di sabato mattina a Castel Maggiore, dove erano stati colpiti i cavi dell’alta velocità. In quel caso, la Procura di Bologna ha riferito che sono stati usati ordigni incendiari per danneggiare i sistemi che gestiscono i dati sui convogli. L’attacco aveva causato una sospensione temporanea del servizio e ha portato all’apertura di un’inchiesta per terrorismo e attentato ai trasporti.
“L’allerta è al massimo livello”, ha detto una fonte investigativa, sottolineando che il modo in cui sono stati condotti gli attacchi fa pensare a un’azione coordinata o comunque legata a un’unica matrice. La Procura sta cercando di capire se ci sia un collegamento diretto tra i due episodi o se siano invece isolati. “Non escludiamo nessuna ipotesi”, ha aggiunto il procuratore aggiunto Valerio De Luca.
Pista anarchica e reazioni a catena
Le indagini guardano con attenzione alle recenti rivendicazioni apparse su siti legati all’area anarchica. Negli ultimi giorni, infatti, erano stati diffusi messaggi che promettevano azioni contro le infrastrutture ferroviarie, come protesta contro le politiche carcerarie e i trasferimenti dei detenuti. “Stiamo seguendo la situazione da vicino”, ha spiegato il questore Isabella Fabbri, “e abbiamo aumentato la vigilanza nei punti più sensibili”.
Anche la politica ha risposto con fermezza. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha chiesto “massima determinazione contro chi mette a rischio la sicurezza pubblica”. Il ministro delle Infrastrutture, Marco Rinaldi, ha definito l’attacco “un colpo inaccettabile al cuore del Paese”. In Parlamento, diversi esponenti hanno chiesto misure urgenti per rafforzare la protezione delle reti strategiche.
Logistica sotto pressione: cresce il timore di nuovi attacchi
Al momento, RFI conferma che il sabotaggio sulla linea merci non ha causato ritardi o disagi nei trasporti. Ma tra gli operatori la preoccupazione resta alta. “Il rischio che altri imitino questi gesti esiste”, ha ammesso un rappresentante della Confetra Emilia-Romagna, “serve una risposta unita tra istituzioni e forze dell’ordine”.
Le indagini proseguono con l’analisi delle telecamere di sorveglianza e dei tabulati telefonici nelle aree coinvolte. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze dai residenti e dal personale ferroviario che lavora lungo la cintura nord. “Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”, ha concluso il comandante della Polfer di Bologna, “per proteggere il trasporto ferroviario”.
Solo nelle prossime ore si capirà se questi due episodi sono l’inizio di una nuova ondata di attacchi alle infrastrutture o gesti isolati. Intanto, Bologna resta sotto stretto controllo.
