Los Angeles, 11 febbraio 2026 – Britney Spears ha venduto i diritti del suo catalogo musicale a Primary Wave, società americana che si occupa di gestire e investire in proprietà intellettuali nel mondo dello spettacolo. La notizia, lanciata da Tmz e poi confermata da diverse testate negli Stati Uniti, apre un nuovo capitolo nella carriera della popstar. A 44 anni, Britney si aggiunge alla lista di artisti che hanno deciso di incassare sul proprio repertorio. Secondo fonti vicine all’operazione, l’affare vale circa 200 milioni di dollari.
Britney Spears: un accordo da 200 milioni per il suo catalogo
La trattativa, partita qualche mese fa, riguarda un patrimonio musicale che include pezzi come ‘…Baby One More Time’ e ‘Oops!…I Did It Again’. Canzoni che hanno segnato un’epoca, tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei Duemila. Non è chiaro però quali diritti siano stati ceduti nel dettaglio: la Sony Music ha ancora il controllo sulle registrazioni originali dei dischi di Britney, mentre la cantante, come spesso succede nel mondo del pop, non è l’autrice principale dei suoi brani più famosi. Questo significa che la parte più preziosa dell’accordo riguarda soprattutto le registrazioni master e i guadagni derivanti dal loro utilizzo commerciale.
Primary Wave, il gigante dei diritti musicali
Fondata nel 2006 da Larry Mestel, Primary Wave ha messo insieme un catalogo di artisti di prima fila: tra questi ci sono Stevie Nicks, Prince, Whitney Houston e The Notorious B.I.G.. Il loro metodo è semplice e funziona: comprano quote o interi cataloghi, gestiscono l’immagine degli artisti e cercano di far fruttare al massimo i ricavi attraverso pubblicità, film, serie tv e nuove edizioni. “Il nostro scopo è far crescere il valore delle opere degli artisti nel tempo”, ha spiegato Mestel in un’intervista al New York Times.
Un fenomeno che coinvolge le grandi star
La mossa di Britney Spears segue una tendenza ormai consolidata tra le grandi star internazionali. Negli ultimi anni, anche nomi come Bruce Springsteen e Bob Dylan hanno ceduto i loro cataloghi per cifre che superano i 400 milioni di dollari. Gli esperti spiegano che l’aumento dello streaming e la crescente richiesta di contenuti per le piattaforme digitali hanno reso i diritti musicali un investimento molto ambito da fondi e società specializzate. “È un investimento stabile, con ritorni abbastanza prevedibili”, ha detto l’analista Mark Mulligan.
Dalla fine della tutela legale a una nuova fase per Britney
L’accordo arriva in un momento particolare per la cantante americana. Nel 2021, dopo una lunga battaglia in tribunale, un giudice di Los Angeles ha messo fine alla tutela legale che per oltre tredici anni aveva dato al padre il controllo delle sue finanze e delle sue decisioni personali. Da allora, Britney ha cercato di riprendere in mano la propria vita: nel 2022 ha sposato l’attore Sam Asghari, ma il matrimonio è finito pochi mesi dopo. Nel 2023 è uscito il suo memoir ‘The Woman in Me’, un bestseller mondiale i cui diritti per il film sono stati acquistati dalla Universal Pictures. Il biopic sarà diretto da Jon Chu e prodotto da Marc Platt, con le riprese previste per la fine del 2024.
Cosa cambia per i fan e per il mercato
Per i milioni di fan sparsi nel mondo, questo accordo potrebbe tradursi in una presenza più forte delle sue canzoni sulle piattaforme digitali, in pubblicità e nuovi progetti audiovisivi. Primary Wave è nota per rilanciare i cataloghi che compra attraverso campagne di marketing e licenze mirate. Resta da vedere se questa mossa anticipa anche un ritorno sulle scene da parte di Britney, che negli ultimi anni è rimasta lontana dai palchi. “Britney sta valutando ogni passo con grande attenzione”, ha confidato una fonte vicina all’artista a Variety.
In attesa di ulteriori dettagli sull’accordo e di possibili sviluppi, una cosa è certa: il nome di Britney Spears continuerà a essere un punto di riferimento nell’industria musicale mondiale, anche grazie a questa operazione da milioni che ne cambia il ruolo, da icona pop a protagonista nel mercato dei diritti.
