Euro in ascesa: il cambio con il dollaro raggiunge 1,1917

Euro in ascesa: il cambio con il dollaro raggiunge 1,1917

Euro in ascesa: il cambio con il dollaro raggiunge 1,1917

Matteo Rigamonti

Febbraio 11, 2026

Roma, 11 febbraio 2026 – L’euro chiude in leggero rialzo sul dollaro, ma perde terreno contro lo yen giapponese. Alle 17:30, sui mercati valutari europei, la moneta unica si è scambiata a 1,1917 dollari, con un aumento dello 0,19% rispetto al giorno prima. Contro lo yen, invece, il cambio è sceso a 182,43, in calo dello 0,67%. Dietro a questi movimenti ci sono le attese sui tassi della Federal Reserve e le incertezze sull’economia giapponese, spiegano gli operatori.

Euro in rialzo sul dollaro: cosa sta succedendo

Questa mattina la domanda di euro è salita, soprattutto tra gli investitori istituzionali. “C’è un po’ di prudenza verso il dollaro – dice un analista di una banca d’affari londinese – perché il mercato pensa che la Fed terrà fermi i tassi ancora per un po’”. L’idea di una politica monetaria meno dura negli Stati Uniti ha indebolito il dollaro, dando fiato all’euro.

A spingere il rialzo, anche alcuni dati macroeconomici usciti oggi. L’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti, diffuso nel primo pomeriggio, è cresciuto meno di quanto previsto. “Questo rafforza l’idea che la Fed non abbia fretta di muoversi”, aggiunge l’analista. Intorno a quell’ora, il cambio euro-dollaro ha sfiorato i 1,1920, poi si è stabilizzato poco sotto.

Lo yen guadagna terreno: Tokyo non abbassa la guardia

Diverso il discorso con lo yen. La valuta giapponese si è rafforzata nelle ultime ore, spinta da acquisti tecnici e da alcune dichiarazioni della Banca del Giappone. Fonti vicine all’istituto centrale nipponico dicono che la BoJ sta seguendo “con attenzione” l’andamento dell’inflazione e non esclude interventi mirati nei prossimi mesi.

Così, l’euro-yen è sceso a 182,43, perdendo lo 0,67% rispetto a ieri. “Gli investitori stanno tornando su asset più sicuri”, spiega un operatore di Francoforte. Nelle sale trading si è percepita una certa cautela: molti gestori hanno preferito ridurre l’esposizione sull’euro dopo le tensioni geopolitiche in Asia orientale.

Mercati calmi ma guardingo, cosa aspettarsi

La giornata sui mercati valutari è stata tranquilla, con volumi nella media e poca volatilità. A Milano, Piazza Affari ha chiuso in leggero rialzo, mentre Francoforte e Parigi hanno visto variazioni minime. Gli operatori restano cauti in attesa delle prossime mosse delle banche centrali: sia la Banca Centrale Europea che la Federal Reserve sono sotto osservazione.

“Il quadro è ancora incerto – ammette un gestore di fondi tra Londra e Milano – perché le banche centrali non hanno svelato tutto”. Nel frattempo, il cambio euro-dollaro si mantiene sopra quota 1,19, un livello che molti analisti considerano cruciale per le settimane a venire.

Cosa significa per imprese e consumatori

Per le aziende esportatrici nell’area euro, un euro più forte rispetto al dollaro può essere un problema. “I margini rischiano di stringersi”, confida il direttore finanziario di una società manifatturiera lombarda. Al contrario, chi importa materie prime dagli Stati Uniti può beneficiare di costi un po’ più bassi grazie al rafforzamento dell’euro.

Per viaggiatori e consumatori, il cambio favorevole con il dollaro potrebbe tradursi in prezzi più bassi per alcuni prodotti importati dagli USA. Ma la perdita di valore contro lo yen rende meno conveniente comprare beni giapponesi o programmare viaggi in Giappone nelle prossime settimane.

Lo sguardo alle prossime settimane

Gli analisti sono divisi sulle prospettive dell’euro. C’è chi prevede una fase di stabilità intorno ai livelli attuali; altri temono nuove oscillazioni legate alle decisioni delle banche centrali e agli sviluppi geopolitici. “Molto dipenderà dai dati economici che arriveranno nelle prossime settimane”, conclude l’analista londinese. Per ora, la moneta unica si muove tra due spinte: la prudenza della Fed da un lato, e le tensioni internazionali che favoriscono valute rifugio come lo yen dall’altro.