Hong Kong in rialzo: la Borsa apre con un guadagno dello 0,14%

Hong Kong in rialzo: la Borsa apre con un guadagno dello 0,14%

Hong Kong in rialzo: la Borsa apre con un guadagno dello 0,14%

Matteo Rigamonti

Febbraio 11, 2026

Hong Kong, 11 febbraio 2026 – La Borsa di Hong Kong apre la settimana con un timido segno di ripresa: nelle prime ore di contrattazione l’indice Hang Seng guadagna lo 0,14%, salendo a 27.222,56 punti. Un piccolo passo avanti, che però interrompe la serie negativa degli ultimi giorni e regala un po’ di fiducia agli operatori. Sullo sfondo, però, restano i dubbi sull’andamento dell’inflazione in Cina, che a gennaio ha rallentato più del previsto.

Hang Seng in rialzo, Shanghai e Shenzhen virano al ribasso

Mentre Hong Kong prova a risalire, le altre grandi piazze finanziarie della Cina vanno in direzioni opposte. L’indice Composite di Shanghai apre la seduta in leggero calo dello 0,06%, a 4.126,08 punti. Più pesante la flessione dello Shenzhen Component, che scende dello 0,12% a 2.698,33 punti. Gli analisti parlano di un “mercato ancora cauto”, con volumi bassi e scambi frenati dall’attesa dei dati macroeconomici pubblicati proprio in queste ore a Pechino.

Inflazione ai minimi da ottobre: prezzi al consumo frenano

Secondo l’Ufficio nazionale di statistica cinese, l’inflazione a gennaio è salita solo dello 0,2% su base annua. Si tratta del livello più basso da ottobre scorso, ben sotto il +0,8% di dicembre e anche sotto le attese degli esperti, che puntavano allo 0,4%. “Il dato – ha detto un portavoce dell’istituto – riflette una domanda interna ancora debole e la pressione costante sui prezzi dei beni di consumo”.

Nel dettaglio, i prezzi degli alimentari sono calati dello 0,7% rispetto a un anno fa. È la prima volta che succede negli ultimi tre mesi: a dicembre, infatti, il settore aveva segnato un aumento dell’1,1%. “Questa variazione – ha aggiunto l’Ufficio statistico – è legata a una maggiore offerta di prodotti freschi e a una domanda più bassa in alcune città”.

Prezzi alla produzione: quarantesimo mese di calo

Non va meglio sul fronte dei prezzi alla produzione, che a gennaio segnano ancora una flessione dell’1,4% su base annua. Il dato migliora leggermente rispetto al -1,9% di dicembre, ma resta negativo per il quarantesimo mese di fila. È comunque un risultato un po’ migliore delle previsioni (-1,5%), segno che le misure del governo contro la cosiddetta “guerra dei prezzi” stanno iniziando a dare qualche frutto.

“Le pressioni deflazionistiche restano forti – commenta un analista della Bank of China – ma la velocità del calo sta rallentando grazie agli interventi sulle filiere industriali”. Negli ultimi mesi, Pechino ha stretto i controlli sui prezzi e lanciato incentivi per sostenere la domanda interna.

Mercati in attesa delle prossime mosse di Pechino

Ora gli occhi sono puntati sulle prossime decisioni delle autorità cinesi. Il rallentamento dell’inflazione e la debolezza dei prezzi alla produzione aumentano le attese per nuovi stimoli all’economia. “Ci aspettiamo che la Banca centrale intervenga ancora, magari con tagli mirati ai tassi o con politiche per facilitare il credito”, confida un gestore di fondi a Hong Kong.

Intanto, l’umore sui mercati resta prudente. “Gli investitori stanno alla finestra – spiega un broker locale – aspettano segnali più chiari sulla ripresa dei consumi e sulle mosse del governo per far ripartire la crescita”. Solo allora, forse, si potrà parlare di una vera svolta per le Borse cinesi.